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martedì 28 luglio 2009

NOSTALGIA DEL FUTURO



FESTA ALLA SCHIRANNA
Varese – Schiranna – via Vigevano

VENERDI 31 LUGLIO – ore 21

presentazione del libro
di
Pippo Civati

“Nostalgia del Futuro”
La sinistra e il Pd
da oggi in poi

Modera la giornalista di Varesenews
Stefania Radman.

Giuseppe Civati è consigliere regionale del Pd della Lombardia
in rappresentanza della Provincia di Monza e Brianza
e principale esponente del gruppo dei Piombini Democratici.

lunedì 27 luglio 2009

INCONTRI ALLA FESTA DEL PD A UBOLDO

SI COMUNICA CHE PRESSO LA FESTA DEL PARTITO DEMOCRATICO

UBOLDO – c/o la tensostruttura del Campo Sportivo


VENERDI’ 31 LUGLIO – ore 21:00

SARA’ PRESENTE CON UN PROPRIO INTERVENTO

IL RESP. ENTI LOCALI LOMBARDIA
ALESSANDRO ALFIERI
E

DOMENICA 02 AGOSTO – ore 21:00


SARA’ PRESENTE CON UN PROPRIO INTERVENTO

IL CONSIGLIERE REGIONALE LOMBARDIA E SEGRETARIO PROVICIALE DI VARESE
STEFANO TOSI

Sarà garantito servizio RISTORAZIONE/BAR e MUSICA

sabato 25 luglio 2009

l'Onorevole Daniele Marantelli c/o la festa del PD a Uboldo

SI COMUNICA CHE PRESSO LA FESTA DEL PARTITO DEMOCRATICO
UBOLDO – c/o la tensostruttura del Campo Sportivo


SABATO 25 LUGLIO – ore 20:45


SARA’ PRESENTE CON UN PROPRIO INTERVENTO


L’ONOREVOLE
DANIELE MARANTELLI



Sarà garantito servizio RISTORAZIONE/BAR e MUSICA

mercoledì 22 luglio 2009

Prima Riunione del Circolo PD di Uboldo per discutere del Congresso

Cari lettori,

si comunica che in data 29/07/2009 alle ore 21:00 presso il Ristorante Hurgada di Uboldo si terrà la prima riunione del Circolo PD di Uboldo per discutere del Congresso per l’Elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico.

Ordine del Giorno:

- Regolamento per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale;
- altre ed eventuali;


Faccio altresì presente che, ai sensi dell’art. 4 del sopra citato regolamento, potranno partecipare con diritto di parola e di voto alle riunioni di Circolo e potranno essere eletti negli organi dirigenti o di garanzia, nonché essere delegati ad una Convenzione di livello superiore, tutti gli iscritti al partito regolarmente registrati alla data del 21 Luglio 2009.

Il calendario delle prossime riunioni, oltre ad essere comunicato in questo incontro, sarà affisso nella nostra bacheca sita in via S. Martino, angolo biblioteca civica.

Il Portavoce del Circolo Pd Uboldo
Michelle Beretta

CONSIGLIO COMUNALE 23 LUGLIO 2009

Cari amici e lettori , si comunica che giovedì 23 Luglio 2009 si svolgerà il prossimo Consiglio Comunale di Uboldo.
Sembrerebbe dai comunicati che lo stesso si svolgerà all'aperto davanti alla Casa Comunale.

L'ordine del giorno sarà il seguente:
1 Lettura ed approvazione verbali seduta del 24/06/2009;
2 Determinazione numero componenti commissioni consultive consiliari;
3 Nomina Commissione Consiliare permanente per le modifiche dello Statuto e del Regolamento Interno ( art. 13 dello Statuto);
4 Indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni. Approvazione;
5 Mozione del Gruppo consiliare " Il Centro Sinistra di Uboldo" ad oggetto: Introduzione di un contributo comunale per l'acquisto di libri di testo per gli alunni delle Scuole Medie Inferiori;
6 Variazione n. 2 al Bilancio di Previsione anno 2009;
7 Nomina Revisori dei Conti per il Triennio 01/08/2009 - 31/07/2012;
8 Rinnovo Convenzione con l'Asilo Infantile "D. Colombo - G. Morandi" - Approvazione Bozza di Convenzione ;
9 Comunicazioni del Sindaco sulla sicurezza;
10 Comunicazione del Sindaco relative a variante migliorativa al Progetto Definitivo della Pedemontana".

Partecipate numerosi, è responabilità di ogni cittadino conoscere le novità
del proprio paese.

giovedì 2 luglio 2009

SICUREZZA

Intervento in Aula - 1° luglio 2009
di Paolo Rossi

Uno spettro si aggira se non per l'Europa, almeno in Italia: agitato come una clava in campagna elettorale, il problema della sicurezza – reale, virtuale o percepita che dir si voglia – si è tradotto in provvedimenti che vorrebbero scandagliare chissà quali profondità e che, purtroppo, agiscono invece solo sul versante più prossimo all'odierno conformismo.
Il tema in oggetto, infatti, coinvolge non solo e indifferentemente la società nel suo complesso, ricadendo a pioggia sulle fasce più deboli della popolazione che rimangono l'anello più esposto della catena sociale, ma una serie di addentellati che formano insieme il senso stesso di uno Stato di diritto.
Voglio dire che non si può affrontare il tema della sicurezza senza andare a intervenire sull'idea di società che si vuol realizzare e che vi sottostà. Ora, dinanzi alle spinte riformistiche messe insieme e rivendicate dal centrodestra, inverate nella spiccia filosofia di Umberto Bossi e della politica leghista («Ognuno è padrone in casa sua…»), francamente mi sfugge il disegno.
Soltanto ieri – sulla prima pagina di un foglio scapigliato e rivoluzionario qual è il «Corriere della sera» – Piero Ostellino enumerava i ritardi e le colpe di un Paese che si avvia a divenire la brutta copia di una brutta America. Certo le contraddizioni non mancano: si punta il dito, a ragione, contro l'immigrazione clandestina ma in comparti come quello agricolo o edile, in cui i lavoratori italiani sono ormai un'esigua minoranza, quanti piccoli e medi imprenditori si servono di mano d'opera a nero? Non è questo un tema che attraversa il piano più generale della sicurezza?
È notizia di oggi, che si aggiunge al quotidiano bollettino delle morti sul lavoro: quella dei due operai folgorati nel Pavese. Non riguarda la sicurezza?
Troppi morti sul lavoro e sulle strade, ma non solo. Caporalato al Meridione, bullismo nelle scuole, carceri sovraffollate, strutture fatiscenti, lentezza dei processi, disagi non solo formali della polizia penitenziaria, ritardi nelle sempre più urgenti riforme di cui abbisognerebbe la disciplina penale per un giusto processo, sostanziale assenza di sanzioni o, comunque, sanzioni inadeguate alla colpa commessa, e via enumerando: non sono questi solo alcuni degli elementi in cui a più vasto raggio può declinarsi il problema della sicurezza che, cacciato dalla porta del provvedimento di legge inevitabilmente rientrerà dalla finestra della cronaca e dei telegiornali?
Mi limito ai proclami di Alemanno e della sua Giunta: non mi sembra che per quantità o qualità i crimini nella capitale siano diminuiti: ciò che è mutata è la risonanza mediatica, trasformatasi da propaganda in minaccia.
Per questo riflettevo sul disegno della società che si vuol realizzare, a fronte di una materia così delicata e complessa: non voglio per questo mescolare le carte per appoggiare indirettamente forme di garantismo che si rivelerebbero miopi, e soprattutto inefficaci, rispetto alla grande trasformazione in atto nella società. E tuttavia promuovere le ronde di cittadini con le automobili della Polizia senza benzina nei garage è grave non tanto per la cosa in sé, ma perché veicola palesemente un'impotenza cui lo Stato non riesce a far fronte: un'impotenza velata dei pericoli che comportano (in una sorta di Medioevo prossimo venturo, come si intitolava un libro di qualche anno fa) le forme di faida, il diritto di farsi giustizia da soli, e dunque il pericolo di una giustizia sommaria. Tutti elementi che, in una parola, alimentano sfiducia nelle istituzioni.
Una polizza assicurativa non impedisce il verificarsi di sinistri: e comunque il problema della sicurezza non si risolve con il semplice – se pur necessario – aumento delle forze dell'ordine sul territorio, né tantomeno con il poliziotto di quartiere. Il punto è quale natura deve assumere, quale identità vogliamo che assumano quel territorio e quel quartiere: a Bossi e a quant'altri piacerebbe, probabilmente, disporre di forza lavoro senza pagare alcun prezzo da un punto di vista sociale, avere in sostanza a disposizione una casta di invisibili. Ma, rispetto alle trasformazioni ormai macroscopiche della società italiana ed europea, la politica rischia di rimanere un passo indietro: è necessario un progetto di ampio respiro che guardi sì alla sicurezza, ma anche ai possibili modelli di integrazione che ormai investono aspetti economici, culturali e religiosi.
Essere padroni in casa propria non ha alcun senso, se quella casa e la nostra libertà di espressione sono minacciate.
Più volte ho auspicato che il primo articolo della nostra Costituzione possa essere riformulato in un'Italia fondata non tanto e non solo sul lavoro, ma sulla dignità della persona. È evidente che ogni cittadino deve poter agire liberamente, senza per questo sentirsi minacciato nella sua libertà d'espressione.
Voglio ribadire, in conclusione, che compito dello Stato è predisporre una serie di misure affinché il cittadino possa essere tutelato: in sintesi non solo sia sicuro, ma soprattutto senta di esserlo, nell'adempimento dei doveri e nel rispetto delle regole. Ciò che evidentemente sfugge a queste Disposizioni in materia di sicurezza pubblica è che è la cultura della legalità a portare sicurezza, non viceversa. Non è una "pace del terrore" per cui dobbiamo lavorare, ma una società che se sarà più equa e più giusta, sarà più responsabile e onesta, e dunque più sicura.