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martedì 21 febbraio 2012
martedì 7 febbraio 2012
CONSIGLIO COMUNALE - Giovedì 09.02.2012 ore 21:00
Per l'occupazione giovanile e femminile
Contributo del Pd al confronto sul tema del lavoro, in coerenza con le proposte approvate dall'Assemblea Nazionale del Pd del maggio 2010 e dalla Conferenza per il lavoro di Giugno 2011.
È condizione necessaria per aumentare l'occupazione e contrastare la precarietà, in particolare giovanile e femminile, il riorientamento della politica macroeconomica nell' area euro verso lo sviluppo sostenibile. A complemento di tale strategia, proponiamo interventi specifici per il mercato del lavoro:
- la definizione di un contratto per l'ingresso dei giovani e per il reingresso dei lavoratori e delle lavoratrici deboli al lavoro stabile (sostituisce il "contratto di apprendistato professionalizzante", il "contratto di apprendistato di alta qualificazione" ed il "contrato di inserimento"). Uno strumento di inserimento e reinserimento formativo caratterizzato da durata da 6 mesi a tre anni definita dalla contrattazione collettiva, livello contributivo inferiore a quanto in vigore per i "contratti atipici", retribuzione crescente fino ai livelli delle qualifiche corrispondenti previsti nel contratto collettivo nazionale di riferimento, agevolazioni contributive per il triennio successivo alla trasformazione in contratto a tempo indeterminato secondo le regole vigenti (incluso art. 18 dello Statuto dei Lavoratori). Durante la fase iniziale, il licenziamento prevede una compensazione monetaria crescente in riferimento alla durata del rapporto di lavoro;
- la drastica riduzione delle forme contrattuali precarie (contratto di collaborazione coordinata e continuativa, contratto a progetto limitato alle alte qualifiche, associazione in partecipazione, rapporti a partita Iva in monocommittenza o a committenza prevalente, ecc), la limitazione per ogni impresa dell 'utilizzo dei contratti a tempo determinato (in riferimento a quote e causali) e l'eliminazione dei vantaggi di costo delle forme contrattuali flessibili residue;
- nel quadro di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, ad esempio secondo le linee della legge delega del 2007 condivisa da tutte le parti sociali, un'indennità di disoccupazione universale e tutele fondamentali (malattia, infortunio, ferie, congedi parentali, sostegno ai carichi familiari) ridefinite ed estese a tutte le tipologie di lavoro, dipendente, autonomo;
- una retribuzione o compenso minimo orario, determinato in relazione ai minimi dei contratti nazionali di riferimento per i rapporti di lavoro fuori dal contratto nazionale;
- in particolare, per l'occupazione femminile, il potenziamento dei servizipubblici per conciliare lavoro e maternità ed un significativo aumento della detrazione fiscale per le mamme che lavorano; il ripristino delle norme di contrasto alle "dimissioni in bianco" e l'universalizzazione dell'indennità di maternità.
- le politiche attive per il lavoro e la riforma dei servizi per l'impiego, al fine di costruire sinergie tra intervento pubblico e privato profit e non profit, e della formazione professionale e della formazione continua.
- la defiscalizzazione per i primi tre anni di attività delle imprese avviate da giovani.
- la regolazione e la remunerazione degli stage.
- la riforma del processo del lavoro.
- l'introduzione di uno Statuto per i lavoratori autonomi ed i professionisti.
- la definizione di un contratto per l'ingresso dei giovani e per il reingresso dei lavoratori e delle lavoratrici deboli al lavoro stabile (sostituisce il "contratto di apprendistato professionalizzante", il "contratto di apprendistato di alta qualificazione" ed il "contrato di inserimento"). Uno strumento di inserimento e reinserimento formativo caratterizzato da durata da 6 mesi a tre anni definita dalla contrattazione collettiva, livello contributivo inferiore a quanto in vigore per i "contratti atipici", retribuzione crescente fino ai livelli delle qualifiche corrispondenti previsti nel contratto collettivo nazionale di riferimento, agevolazioni contributive per il triennio successivo alla trasformazione in contratto a tempo indeterminato secondo le regole vigenti (incluso art. 18 dello Statuto dei Lavoratori). Durante la fase iniziale, il licenziamento prevede una compensazione monetaria crescente in riferimento alla durata del rapporto di lavoro;
- la drastica riduzione delle forme contrattuali precarie (contratto di collaborazione coordinata e continuativa, contratto a progetto limitato alle alte qualifiche, associazione in partecipazione, rapporti a partita Iva in monocommittenza o a committenza prevalente, ecc), la limitazione per ogni impresa dell 'utilizzo dei contratti a tempo determinato (in riferimento a quote e causali) e l'eliminazione dei vantaggi di costo delle forme contrattuali flessibili residue;
- nel quadro di una complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, ad esempio secondo le linee della legge delega del 2007 condivisa da tutte le parti sociali, un'indennità di disoccupazione universale e tutele fondamentali (malattia, infortunio, ferie, congedi parentali, sostegno ai carichi familiari) ridefinite ed estese a tutte le tipologie di lavoro, dipendente, autonomo;
- una retribuzione o compenso minimo orario, determinato in relazione ai minimi dei contratti nazionali di riferimento per i rapporti di lavoro fuori dal contratto nazionale;
- in particolare, per l'occupazione femminile, il potenziamento dei servizipubblici per conciliare lavoro e maternità ed un significativo aumento della detrazione fiscale per le mamme che lavorano; il ripristino delle norme di contrasto alle "dimissioni in bianco" e l'universalizzazione dell'indennità di maternità.
- le politiche attive per il lavoro e la riforma dei servizi per l'impiego, al fine di costruire sinergie tra intervento pubblico e privato profit e non profit, e della formazione professionale e della formazione continua.
- la defiscalizzazione per i primi tre anni di attività delle imprese avviate da giovani.
- la regolazione e la remunerazione degli stage.
- la riforma del processo del lavoro.
- l'introduzione di uno Statuto per i lavoratori autonomi ed i professionisti.
sabato 4 febbraio 2012
sabato 28 gennaio 2012
domenica 8 gennaio 2012
L'agenda di Bersani per le riforme: Tre punti per ripartire
Vi proponiamo quì di seguito e nei post successivi i punti dell'intervento con il quale il Segretario Nazionale indica le priorità per dare una prospettiva migliore al Paese.
L'agenda di Bersani per le riforme
Abbiamo davanti un anno arduo e non semplice da interpretare. Vale forse la pena di "progettarlo" un po', togliendo di mezzo un eccesso di fatalismo. Vorrei cominciare con qualche prima idea.
- La scena si apre sull'Europa. (vedi il post dedicato, medesimo oggetto)
- Torniamo qui ai nostri compiti. (vedi il post dedicato, medesimo oggetto)
- La grande parte delle forze politiche e parlamentari si dichiarano interessate e disponibili ad una iniziativa di riforma delle Istituzioni e della politica. (vedi il post dedicato, medesimo oggetto)
I tre punti che ho segnalato dovrebbero essere, a parer mio, l'agenda di gennaio. Infine una parola per chi, nel gioco ormai stucchevole fra tecnica e politica, si predispone a promuovere, chissà in quali forme nuove, l'edizione 2012 dell'antipolitica. L'Italia ha già dato.
Per quello che ci riguarda il Partito Democratico ha compiuto un gesto propriamente politico, trasparente e generoso, nel sostenere questa transizione e si predispone ad offrire agli elettori, quando sarà il momento, una proposta riformista e democratica di ricostruzione, alternativa al decennio populista.
Siamo pronti a riconoscere in termini nuovi i codici e i limiti della politica. Anche in questo difficile passaggio, tuttavia, siamo convinti di poterne rafforzare la dignità e l'indispensabile ruolo.
Tratto dal discorso di BERSANI per le riforme
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