Due gli obiettivi del progetto di legge: qualificare il lavoro delle assistenti familiari e far emergere il sommerso
'Ok' all'unanimità dalla Commissione Sanità al progetto di legge per la
qualificazione del lavoro delle badanti in Lombardia. Quel prezioso
aiuto domestico, a sostegno di persone fragili, che ogni giorno entra in
molte
case della nostra regione, ancora non è stato regolamentato.
Eppure si stima che in Lombardia siano circa 200mila le assistenti
familiari all'opera, di cui due terzi, in nero. E una delle ambizioni di
questo progetto di legge, che porta la firma di Carlo Borghetti,
è proprio il fatto di far uscire il sommerso. Come? Rendendo più facile
e meno oneroso assumere una badante, grazie ai contributi regionali. La
legge, infatti, se sarà approvata anche dalla Commissione Bilancio,
avrà una dotazione iniziale di 700mila euro che secondo i meccanismi che
stabilirà la Giunta, verranno dati alle famiglie a seconda della
situazione reddituale.
"La legge ha l'obiettivo di qualificare il lavoro di assistenza e cura
delle cosiddette badanti in Lombardia: oltre al percorso formativo, il
progetto definisce un modello di sportello per l'assistenza familiare a
livello comunale o di comuni associati, un registro territoriale degli
assistenti familiari e un sostegno economico alle famiglie - spiega
Borghetti - . In questo modo si ottiene un duplice effetto: qualificare
il lavoro di assistenza familiare e far emergere il sommerso. Ma non
solo: un altro effetto positivo che mi auguro si possa raggiungere
attraverso questa proposta è quello di creare nuove occasioni
occupazionali, avendo dato una più precisa e regolamentata definizione
del lavoro di assistente familiare".
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