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martedì 7 giugno 2011

Referendum 12 e 13 giugno 2011


1000 PIAZZE PER I REFERENDUM

L'8, il 9 e il 10 si terranno feste in tutte le città. Il 13 spoglio in piazza.

“Il comitato referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune e quello Vota
Sì per Fermare il Nucleare chiamano tutti i cittadini che hanno
sostenuto l'acqua pubblica e lo stop all'atomo in Italia a partecipare
alle iniziative di conclusione della campagna referendaria che saranno
organizzate in migliaia di piazze italiane il 9 e il 10 giugno”. Così
i due comitati per acqua e nucleare annunciano le iniziative di
chiusura della campagna referendaria. I due comitati invitano inoltre
“tutti i cittadini a seguire insieme le ultime fasi dello spoglio
delle schede, fin dal primo pomeriggio del 13 di giugno, in Piazza Navona, a Roma”.

ANCHE A SARONNO ABBIAMO DECISO DI ORGANIZZARE UN EVENTO
A CHIUSURA DELLA CAMPAGNA 
ED PER QUESTO CHE VI INVITIAMO A PARTECIPARE NUMEROSI E
A DIFFONDERE ATTRAVERSO TUTTI I VOSTRI CONTATTI L'EVENTO.

         SARONNO PIAZZA VOLONTARI DEL SANGUE A PARTIRE 
10 GIUGNO DALLE ORE 20:30
CONCERTO CON CIVICO 78 
(HIP HOP E RADIO IN DIRETTA )
E I THE JAKALS 

2. LA CRISI DELL’EGOISMO. OGGI BERLUSCONI INCONTRA BOSSI: LA LEGA PONE I SUOI PALETTI. BERLUSCONI FA LE SUE PROMESSE. NESSUNO PENSA AL PAESE. MA INTANTO SI DISTRAE L’OPINIONE PUBBLICA CON LA NOMINA DI ALFANO.

La nota del mattino 6 giugno 2011

Oggi è il giorno del chiarimento. Berlusconi e la Lega decideranno: 1) se continuare insieme per restare al governo; 2) per quanto tempo ancora; 3) chi sarà il prossimo candidato premier; 4) se andare a votare nel 2013 o anticipare le urne al 2012.
En passant discuteranno altre questioncine, come offrire o no il rientro in maggioranza a Casini e, soprattutto, come poter articolare la manovra da 40 miliardi di euro in 3 anni senza perdere consensi elettorali e se e quando spostare alcuni ministeri al Nord, perché Bossi possa annunciarlo all’adunata di Pontida del 19 giugno. L`appuntamento è fissato ad Arcore per mezzogiorno. La delegazione leghista sarà arricchita da Maroni, da Calderoli e dal «Trota». Della formazione berlusconiana faranno parte Tremonti, forse Bonaiuti, di sicuro la new entry Angelino Alfano.
Oggi insomma Bossi e Berlusconi decidono come e se sopravvivere al governo. Quanto ai problemi degli italiani, ne parleranno solo per capire come possono evitare di perdere consensi.
Per distrarre l’opinione pubblica dalle manovre di sopravvivenza è stata intanto inventata la nomina di Algelino Alfano a segretario politico del Pdl (carica che nello statuto nemmeno esiste). Nel Pd il segretario politico è stato eletto nel 2009 attraverso le priomarie, alle quali hanno partecipato oltre 3 milioni di persone. Nel Pdl invece si usa così: Berlusconi unge, e il prediletto per magia diventa eletto da tutti (anche per i grandi giornali italiani).

5. DA DOMANI INCONTRI TRA MINISTERO DELL’ECONOMIA E PARTI SOCIALI IN VISTA DELLA MANOVRA SUI CONTI PUBBLICI. SUBITO UN TAGLIO DA 7-10 MILIARDI. E L’INDICAZIONE PER TAGLIARNE ALTRI 40.

La nota del mattino 6 giugno 2011
Partono domani gli incontri tra il ministero dell’Economia e le parti sociali in vista della manovra che Tremonti deve presentare a metà giugno al Consiglio dei ministri per tagliare altri 5-7 miliardi di spesa pubblica in vista del bilancio 2011-2012. Tremonti intende anche fissare in anticipo la strada per l’ulteriore manovra da 40 miliardi concordata con l’Unione europea per rientrare dal deficit e dal debito pubblico entro il 2014.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e buona parte del Pdl stanno sottoponendo a forti pressioni Tremonti perché vari subito una manovra anche di sconto fiscale. Il ministro ha smentito che vi sia già un accordo e un testo di riforma.

7. NAPOLITANO: UNA REAZIONE MORALE CONTRO L’INDIFFERENZA.

La nota del mattino 6 giugno 2011

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha scritto una lettera a Il Corriere della Sera, rispondendo a una sollecitazione di Claudio Magris. Tema: la tragedia dei migranti.
“Caro Magris, lei ha dolorosamente ragione. Tocca noi tutti («pure me stesso mentre sto scrivendo queste righe»: lei ha voluto sottolineare nell`articolo sul Corriere di sabato) l`assuefazione alle tragedie dei «profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile» che periscono in mare. Le notizie relative ai duecento, forse trecento esseri umani scomparsi giorni fa in acque tunisine non riuscendo a salvarsi da un barcone travolto dalle onde, sono sparite dai giornali e dai telegiornali prima ancora che si sapesse qualcosa di più sull`accaduto. E con eguale rapidità è sembrata cessare la nostra inquietudine per un fatto così atroce. Non si è trattato - lo sappiamo - di un fatto isolato, ma di un susseguirsi, negli ultimi mesi, di tragedie simili. Lei ha spiegato con crudezza come, miseria della condizione umana l`acconciarsi a convivere con quella che diviene orribile «cronaca consueta». Ma se in qualche modo è istintiva l`assuefazione, è fataleanchecheessa induca all`indifferenza? A me pare sia questa la soglia che non può e non deve essere varcata. Se è vero, come lei dice, che la democrazia è tale in quanto sappia«mettersi nella pelle degli altri, pure in quella di quei naufraghi in fondo al mare», occorre allora scongiurare il rischio di ogni scivolamento nell`indifferenza, occorre reagire con forza - moralmente e politicamente all`indifferenza: oggi, e in concreto, rispetto all`odissea dei profughi africani in Libia, o di quella parte di essi che cerca di raggiungere le coste siciliane come porta della ricca - e accogliente? - Europa. La comunità internazionale, e innanzitutto l`Unione europea, non possono restare inerti dinanzi al crimine che quasi quotidianamente si compie organizzando la partenza dalla Libia, su vecchie imbarcazioni ad alto rischio di naufragio, di folle disperate di uomini, donne, bambini.
E un crimine lucroso gestito da avventurieri senza scrupoli, non contrastati dalle autorità locali per un calcolo, forse, di rappresaglia politica contro l`Italia e l`Europa. Ma è un crimine che si chiama «tratta» e «traffico» di esseri umani, ed è come tale sanzionato in Europa e perfino a livello mondiale con la Convenzione di Palermo delle Nazioni Unite nel 2000. Stroncare questo traffico, prevenire nuove, continue partenze per viaggi della morte (ben più che «viaggi della speranza») e aprirsi - regolandola - all`accoglienza: è questo il dovere delle nazioni civili e della comunità europea e internazionale, è questo il dovere della democrazia La ringrazio, caro Magris, per la sua sollecitazione: che ho sentito come rivolta anche a me, come rivolta, di certo, a tutti gli italiani”.

venerdì 3 giugno 2011

IL VENTO DEL CAMBIAMENTO SOFFIA ANCORA PIU’ FORTE VARESE IN SINTONIA CON IL VOTO DEL NORD: si apre una nuova fase nel governo locale della nostra Provincia. Vince la politica che parla alla società, non nasconde i problemi e vuole governare per tutti.


FEDERAZIONE DI VARESE


 IL VENTO DEL CAMBIAMENTO SOFFIA ANCORA PIU’ FORTE
VARESE IN SINTONIA CON IL VOTO DEL NORD: si apre una nuova fase nel governo locale della nostra Provincia.
Vince la politica che parla alla società, non nasconde i problemi e vuole governare per tutti.


Dai ballottaggi un risultato chiarissimo: Gallarate e Malnate scelgono il centro sinistra, a Varese Luisa Oprandi ottiene uno straordinario risultato, in un confronto con il Sindaco in carica della Lega, giocato alla pari.

E’ la conferma di un cambiamento profondo che cambia gli equilibri politici a Varese come in tutto il nord, da Torino a Milano a Trieste, da Novara a Pavia, a Gallarate a Mantova. Tutti ne dovranno tenere conto.

Da oggi in questa provincia il centro sinistra guida due delle quattro grandi città, Saronno e Gallarate, e numerosi comuni di media e piccola dimensione.
Una presenza importante nel governo dei nostri territori che corrisponde al radicamento del centro sinistra e del Partito Democratico in ogni realtà del nostro territorio.
Sindaci e candidati del PD sono stati alla guida di questi successi costruiti con pazienza, impegno da parte di tutto il partito. A tutti candidati, ai militanti, agli elettori va il nostro sentito ringraziamento. 

Per Lega e PdL è un duro risveglio dall’illusione di avere il consenso garantito a prescindere dai meriti. Una sonora bocciatura  di un’alleanza di interesse e di potere, sulle spalle dei problemi del paese. E’ finita l’epoca dei successi garantiti dalla demagogia del Premier e dalle paure seminate dalla Lega.
Devastante il messaggio di inaffidabilità di una coalizione divisa su tutto e incapace di promuovere le riforme di cui ha bisogno l’Italia.
Lungo è l’elenco delle promesse mancate, delle delusioni per l’immobilismo del governo: dal federalismo al fisco, a Malpensa,  ai problemi delle piccole imprese.

Per il PD un risultato che premia la strategia proposta a Malpensa Fiere: mettere la società e le proposte di governo al centro della propria politica.
Da qui la responsabilità di raccogliere la sfida del governo, a partire dalle nuove amministrazioni che hanno scelto il cambiamento.
La nostra agenda di lavoro per rinnovare la politica vedrà al primo posto i problemi della gente, del lavoro e dei servizi, dei territorio e dell’ambiente.

Il PD mette al servizio di questo rinnovamento la propria cultura riformista, una larga esperienza di governo locale che sono a disposizione di tutti, soprattutto dei tanti giovani amministratori promossi a nuove responsabilità.
E’ nel segno del confronto, della collaborazione tra territori e dell’impegno a governare per tutti che da domani comincia una fase nuova anche nella nostra Provincia.


Fabrizio Taricco – Segretario Provinciale PD
31 maggio 2011 - Varese

1. VITTORIA NETTA DEL CENTROSINISTRA. IL PD E’ STATO IL PILASTRO SU CUI HA POGGIATO QUESTA VITTORIA. SU 29 SINDACI DI CAPOLUOGO E PRESIDENTI DI PROVINCA 24 SONO DEL PD.

La nota del mattino 31 maggio 2011

Ecco alcuni dati complessivi delle elezioni amministrative sui quali riflettere per capire che cosa è accaduto.
Al centrosinistra vanno 66 città sopra i 15 mila abitanti. Nel 2006, il punto più alto toccato fino a ieri, furono 55.
Tra sindaci di città capoluogo e presidenti di provincia il centrosinistra ne conquista 29:
Di questi 29, 24 erano candidati diretti del Pd.
Secondo turno città capoluogo
vince il centrosinistra 9 a 3
Città capoluogo vinte in ballottaggio con candidati di centrosinistra 9:
Novara, Milano, Grosseto, Cagliari, Trieste, Pordenone, Rimini, Napoli, Crotone.
Città capoluogo vinte dal centrodestra 3: Varese, Cosenza, Rovigo.
Secondo turno province
vince il centrosinistra 4 a 2
Province vinte in ballottaggio con candidati centrosinistra 4:
Pavia, Mantova, Trieste, Macerata.
Province vinte dal centrodestra 2: Vercelli, Reggio Calabria.
Primo turno province
vince il centrosinistra 3 a 2
Province vinte dal centrosinistra: Lucca, Gorizia, Ravenna.
Province vinte dal centrodestra: Campobasso e Treviso.
Primo turno città capoluogo
vince il centrosinistra 13 a 5
Città capoluogo vinte dal centrosinistra: Torino, Bologna, Olbia, Fermo, Savona, Villacidro,
Carbonia, Ravenna, Siena, Arezzo, Barletta, Benevento, Salerno.
Città capoluogo vinte dal centrodestra Latina, Caserta, Catanzaro, Iglesias e Reggio Calabria.

Città capoluogo amministrate     prima      dopo
Centrosinistra                              20          22
Centrodestra                                9
Civico                                          1             0

Capoluoghi conquistati: Milano, Trieste, Novara, Fermo, Cagliari, Olbia, Villacidro.
Capoluoghi persi: Catanzaro, Cosenza, Caserta, Iglesias, Rovigo.
Le Province restano 7 a 4 a favore del centrosinistra.
Il centrosinistra conquista Macerata e Pavia.
Il centrodestra vince Reggio Calabria e Campobasso.

Abitanti amministrati nelle città capoluogo
dal centrosinistra         prima           oggi
                               3.353.219    5.039.457
dal centrodestra          prima           oggi
                              2.182.184        690.678

Insomma, su 5.700.000 abitanti circa, prima noi ne amministravamo 3,5 milioni e loro 2,2.
Ora il centrosinistra passa a poco più di 5 milioni e il centrodestra a poco meno di 700 mila.

2. BERSANI: IL PD AL SERVIZIO DI UNA RISCOSSA CIVICA. ORA BISOGNA PENSARE ALL’ITALIA E AI PROBLEMI CONCRETI, LAVORO, REDDITI, SCUOLA, PENSIONI. E QUESTO GOVERNO DEVE LASCIARE.

La nota del mattino 31 maggio 2011
“Con il voto di oggi siamo davanti ad una risposta civica e morale del Paese. Una risposta che il centro sinistra ha saputo interpretare, e soprattutto il PD che mettendosi a servizio di questa richiesta ha ottenuto un grandissimo risultato”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, segretario del PD, nella conferenza stampa svolta ieri pomeriggio nella sede del Pd prima di festeggiare in piazza. "Le elezioni tra primo e secondo turno sono state una valanga. Ai ballottaggi vinciamo con risultato travolgente. Facciamo un confronto con il 2006: un anno straordinario con 55 vittorie. Ora ne abbiamo vinte 66. Grazie a tutti ai militanti, al centrosinistra: hanno lavorato splendidamente con generosità". “Ho sentito delle analisi strane sul voto. Delle 29 città capoluogo, 24 hanno visto la vittoria del candidato del PD. Noi ci siamo messi a servizio di tutto il centrosinistra per dare una risposta alla riscossa civica e morale del Paese”.
“Noi governeremo per tutti – ha continuato il leader democratico - lo faremo con i nostri valori e principi. Lo faremo per tutti. Ma è bene dire che chi non ci ha votato non è un nostro nemico, è un cittadino che ha idee diverse, ma per il quale governeremo. Noi siamo affezionati ai concetti basici della democrazia e della nostra Costituzione che la più bella del mondo”.
"Noi non siamo quelli dell'uomo solo al comando, non cerchiamo risse e faziosità, non crediamo al meccanismo dell'imperatore e dei suoi feudatari. Noi guardiamo la gente all'altezza degli occhi e non dall'alto verso il basso: crediamo nella partecipazione e nella Costituzione. E poi abbiamo vinto parlando della vita comune della gente: lavoro, redditi, pensioni, ambiente, servizi, scuola. Ora continuiamo a suonare uno spartito di due note: democrazia e diritti sociali, perché il paese ha bisogno di sentire che qualcuno se ne occupa. Avendo girato l'Italia posso dire: attenzione questa speranza che si alza in piedi viene prima di un'esigenza politica. E' morale, è l'Italia che si è messa in cammino, noi vinciamo perché l'Italia vuole uscire dall'ubriacatura della vergogna e dell'arroganza di questi anni. C'è voglia di un'Italia per bene, dove ognuno fa il suo lavoro con onestà e trasparenza, l'abbiamo visto nelle piazze piene di donne e giovani”.
Bersani ha voluto rivolgere un appello al centrodestra: considerando che 
“1. abbiamo una maggioranza parlamentare attuale che non è quella uscita dalle elezioni politiche; 
2. dal voto di oggi e di due settimane fa i dati dicono chiaramente che il centrodestra non più maggioranza nel Paese; 
3. il governo è paralizzato e non in grado di risolvere i veri problemi dell'Italia; 
chiedo dunque a Berlusconi di non impedire una nuova fase politica, di non alzare degli steccati, di tenere conto della nuova realtà politica”. “Abbiamo raccolto 10 milioni di firme e presentato in Parlamento mozioni di sfiducia per chiedere le dimissioni del governo. Con il voto di oggi c'è una ragione in più per richiederle. E dopo le dimissioni, le elezioni sono la strada maestra. Certo sarebbe meglio andare a votare con una diversa legge elettorale dato che quella attuale ha creato molti guai al Paese. Comunque il governo prenda atto della nuova realtà delle cose e agisca di conseguenza. Ora bisogna mandare a casa Berlusconi, ma bisogna anche guarire dalla malattia, far uscire dalle vene d'Italia le tossine che ci ha messo”. Da qui, da questa analisi, il segretario del Pd ha rilanciato la proposta del Pd di un progetto per la riscossa civica e sociale dell’Italia, aperta a tutto il centrosinistra, ma anche a tutti coloro che vorranno partecipare a questa opera di ricostruzione, una “proposta larga, senza chiusure, ma aperta alle forze politiche, alla società, ai cittadini, agli elettori democratici che vorranno impegnarsi”.
“Da questo voto amministrativo nascono nuove responsabilità per il PD e il centrosinistra: l'impegno di essere all'altezza della speranza che si è risvegliata nel paese. Abbiamo lavorato molto fin qui, e da domani lavoreremo ancora di più”.

3. OGGI MARIO DRAGHI LEGGE LE SUE ULTIME CONSIDERAZIONI FINALI DA GOVERNATORE E INDICHERA’ I PROBLEMI VERI DEL PAESE CHE IL GOVERNO BERLUSCONI SI RIFIUTA DI AFFRONTARE.

La nota del mattino 31 maggio 2011
Questa mattina Mario Draghi leggerà le sue ultime considerazioni finali da governatore della Banca d’Italia. Sarà un discorso di verità. Di fronte a un governo che continua a dire che tutto va bene, che non ci sono problemi o a un Berlusconi capace di dire che la crisi non c’è come dimostrano i ristoranti sempre pieni, Draghi ricorderà gli impegni pesantissimi presi dall’Italia per la riduzione del deficit e del debito (se tutto andrà per il meglio, più di 40 miliardi di euro di manovra, una cura da cavallo), indicherà nel problema del lavoro per i giovani e del le donne uno degli obiettivi da cogliere e parlerà del sistema bancario italiano.
Draghi tra qualche mese traslocherà alla presidenza della Banca centrale europea. E per l’Italia si porrà ( già si pone) il problema di nominare un nuovo governatore. La battaglia è già aperta.
Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, vorrebbe favorire l’ascesa di un tecnico che gli è sempre stato vicino, Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro. Ma in questo modo l’indipendenza della Banca d’Italia correrebbe un rischio notevole.

4. DOMANI LA CASSAZIONE DECIDE SUL REFERENDUM PER IL NUCLEARE. LA GERMANIA HA GIA’ DECISO: CENTRALI CHIUSE ENTRO IL 2022. BISOGNA ANDARE A VOTARE. E VOTARE Sì.

La nota del mattino 31 maggio 2011

Domani la Corte di Cassazione deciderà se le norme truffa approvate dalla maggioranza in Parlamento saranno sufficienti o no a far saltare il referendum. Numerosi gli esperti secondo i quali il fatto che le norme prevedano solo una temporanea moratoria non intacchino il senso ultimo del referendum.
Nucleare, acqua, legittimo impedimento per salvare Berlusconi dai tribunali. Bisogna andare a votare e votare sì.