Il primo marzo accanto ai lavoratori stranieri
Cara amica, caro amico,
in dieci anni, dal 1999 ad oggi, nella nostra provincia il numero di stranieri residenti è passato da 17.510 a 62.537. Una crescita molto sostenuta le cui dinamiche influenzano la società. In questo contesto, la Lega continua a parlare alla pancia, alimenta le ansie e le preoccupazioni della gente. Su questi temi costruisce gran parte del proprio consenso elettorale, ma allo stesso tempo mette a rischio la coesione sociale delle nostre comunità, come dimostra quanto accaduto a Rosarno e a Milano in Viale Padova. Alla politica, però, non si chiede di elencare, o peggio ancora, di strumentalizzare i problemi, bensì di risolverli, di governarli. E necessario combattere una battaglia culturale per considerare il cittadino extracomunitario un interlocutore, a cui la politica deve essere in grado di proporre un patto che implichi diritti e doveri. In questo quadro, evitando cedimenti culturali verso la Lega, il Partito democratico ha il dovere di stare accanto a chi nel pieno rispetto delle regole - decide di fare della provincia di Varese la sede della propria vita lavorativa ed affettiva. Per questi motivi ho deciso di esprimere la mia solidarietà partecipando alla manifestazione dei lavoratori stranieri in programma il primo marzo a Varese.
Varese, 26 febbraio 2010
Alessandro Alfieri
Vice Segretario
Partito Democratico della Lombardia
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sabato 27 febbraio 2010
martedì 23 febbraio 2010
Buone regioni - Parte la campagna per le regionali

Le buone ragioni per votare PD raccontate dai candidati e dal segretario nazionale. Sono state al centro di “Buone Regioni” l’iniziativa di apertura a Roma della campagna elettorale per le regionali con quasi tutti i candidati presidenti in Toscana, Puglia, Campania, l'Umbria, le Marche, la Liguria, la Calabria, il Piemonte, il Veneto, la Basilicata.
Bersani ha spiegato perché le opposizioni hanno fatto alleanze comuni nelle regioni: "Nessun politicismo ne tatticismo. Noi vogliamo fare altre politiche di governo e per fare altre politiche è inutile perdere. Bisogna vincere ed è per questo che in questi mesi abbiamo lavorato per migliorare le relazioni con le forze di opposizione per costruire alleanze a livello ragionale. Dopo tante traversie, alcune vere ma altre pompate, siamo sulla griglia di partenza. La macchina si sta scaldando e sono convinto che il motore darà la spinta ma serve ottimismo e fiducia e una buona conduzione della campagna elettorale perché le campagne elettorali hanno un peso molto significativo. certo, il berlusconismo ha preso una piega tale di deformazione dei meccanismi democratici tra fiducie, decreti, parlamentari nominati, che questo ha determinato un sommovimento delle forze moderate e della sinistra radicale per impedire che la destra prevalga. Non riusciamo a parlare dei problemi del Paese perché i metodi usati dal governo che va avanti a colpi di decreti hanno reso silente gran parte della società. Forze economiche e sociali sono state messe sotto ricatto, non si alzano a dire che il problema c'è. La maggioranza - ha concluso il leader Pd - detta l'agenda e crea tifoserie lontane dai problemi veri, ma questo non va bene". Insomma, sul voto del 28 e 29 marzo Bersani accetta la sfida di Berlusconi che ha parlato di un voto nazionale, di una scelta di campo: "Le nostre coalizioni sono competitive, le candidature buone, abbiamo la capacità di offrire un'idea che è possibile un'altra Italia. Noi chiederemo un voto per dire che le cose così non vanno. Se ora Berlusconi vuole alzare tiro e parlare di battaglia nazionale non ci tiriamo indietro. Alle ultime amministrative il nome di Berlusconi era anche sui manifesti del più sperduto paesello da 2.000 abitanti. E lui ha bisogno del nemico, noi siamo in un altri meccanismo, deve cominciare a capire che lui è importante, ma fino a un certo punto. In 7 anni su 9 che ha governato il presidente del Consiglio i problemi non li ha risolti. Anzi, ha anche aggiunto qualcosa di suo. Ma tanto falsificherà le nostre posizioni, dirà bugie sui nostri programmi". Quanto ai temi della campagna per le Regionali sarà centrale l’economia: “Negli ultimi 20 mesi ci hanno detto che la crisi non c'era, che i soldi dello scudo fiscale faranno girare l'economia. Mi viene da ridere. Quella manovra è stata solo un'ingiustizia per chi paga le tasse, lo scudo fiscale fa rientrare capitali dall’estero, arrivano 30 miliardi o anche più, come ci raccontano. Ma non ci illudiamo che arriveranno all’economia. Un po’ gireranno nell’edilizia, un po’ nelle obbligazioni delle grandi imprese, ma gli altri torneranno all’estero”.
Nella campagna per le prossime regionali "dobbiamo avere un piglio combattivo – esorta il segretario del Pd - loro ci attaccano ma noi dobbiamo andare giù alla pari.Ad esempio sui temi dell'immigrazione e della sicurezza. In questo campo, se non c'e' stato un miglioramento, la colpa e' loro che governano. Noi dobbiamo impedire al centrodestra di creare i problemi. Ci sono le lungaggini, la burocrazia? C'e' Brunetta, che volete da noi?".
E ancora, attaccare sulla Lega Nord, falsa autonomista al contrario dei democratici: “la Lega è un problema del Pdl, tende a posizioni che ci allontanano dall'Europa e spesso e' determinante per le politiche nazionali. La Lega è un partito fintamente del nord: è la Lega-Roma. E' il più saldo garante del Governo romano, tutte le volte che nel Governo c'è un problema serio, l'aiuto indefettibile viene da lì. Non possono fare tre parti in commedia" ha spiegato Bersani. Marcedes Bresso, presidente uscente della Regione Piemonte usa toni simili: "In tutta Europa i partiti razzisti e xenofobi sono isolati. Ovunque, tranne che da noi. Questo è un punto politico che non possiamo trascurare. Io - ha aggiunto la Bresso - credo che non sia ancora abbastanza percepito il degrado che sta producendo al Nord la Lega".
Bersani invece ha ricordato come si è “messo spesso il colore verde in tutti i Comuni, è una mistificazione dell'autonomia che nasconde una grande operazione centralista: il colore dei Comuni è quello dei gonfaloni e noi siamo quelli dei gonfaloni".
Nel dibattito irrompe inevitabilmente la questione delle iniziative del governo in materia di anti-corruzione e dei candidati “puliti” nelle liste elettorali. “Mi viene da sorridere - dice Bersani - sono mesi che assistiamo a un abbassamento del sistema delle regole da parte del centrodestra. Ora improvvisamente si sono convertiti ad alzare quest'asticella. Ho qualche dubbio, gradirei essere smentito. Il governo e il centrodestra oggi dicono di volere norme anticorruzione? Bastava che dormissero gli ultimi 6 mesi, invece hanno pensato al processo breve, alla Protezione civile spa.... Il tema della trasparenza cruciale. Noi dobbiamo metterci la faccia e dobbiamo sapere che non tutto può essere affidato ai magistrati. Servono criteri della politica, noi abbiamo un nostro codice etico e in piu' vanno bene le indicazioni della Commissione antimafia. Noi siamo sotto questo profilo in condizioni di garanzia" ha sottolineato Bersani.
Il segretario Pd ha evidenziato che "l'uomo può essere ladro ma anche l'occasione può fare l'uomo ladro" e quindi semplificare i passaggi "tra imprese e amministrazione" impedisce la corruzione. è necessario togliere quello che c'e' di troppo tra la vita dei cittadini, la vita delle imprese e le amministrazioni. Non sto dicendo di non mettere regole. Le regole ci vogliono ma quelle efficaci'
Il tema della legalità dell'azione criminale è stato al centro anche delle dichiarazioni del candidato calabrese Agazio Loiero, implicato nell'inchiesta Why not, la cui sentenza è attesa fra tre giorni. Loiero ha annunciato che si ritirerà se verrà condannato e ha ricordato come . la sua giunta si sia costituita parte civile in tutti i processi per n'drangheta, poi nonostante un bilancio gracilissimo la Regione ha stanziato 5 milioni di euro per comprare le auto alla polizia e abbiamo fatto la staizone unica appaltante per sottrarre alle mafie le opere pubbliche”
E sull’inchiesta giudiziaria sugli appalti del G8 Bersani ha commentato: "La magistratura farà il suo lavoro per accertare quel che è successo. Penso che questo aiuterà anche a correggere le regole e a non fare ulteriori errori perché' si possa riprendere un clima di serenità. Questo paese ha un sacco di problemi e dobbiamo poterli affrontare". In sala, al centro Grandi Eventi di Roma, mancano Emma Bonino, candidata nel Lazio, Filippo Penati (Lombardia) e Vasco Errani (Emilia Romagna). La candidata è in Lombardia per spiegare le ragioni che l'hanno portata a proclamare uno sciopero della fame e della sete: la battaglia per l'accesso ai mezzi di informazione e la regolarità dei meccanismi di autenticazione delle firme. Ma Pier Luigi Bersani, presentando a Roma i candidati del centrosinistra alla Regionali, rassicura: la minaccia di ritirare i candidati radicali non significa che Bonino farà un passo indietro: "Non credo - dice il segretario Pd - che comunque la sua candidatura sia a rischio". C’è invece Nichi Vendola che esorta il Pd a "ritrovare le parole giuste che ricostruiscano un'idea di coalizione e di alternativa" specie “a fronte delle crepe importanti che si manifestano nel blocco di centrodestra". Enzo De Luca, candidato in Campania fa autocritica: "A Napoli il governo di centrosinistra ha sbagliato. Punto. Quando i rifiuti arrivavano ai primi piani dei palazzi, noi eravamo al governo. Però ora smettiamola con la propaganda: l'emergenza rifiuti è tutta quanta in piedi in Campania. I rifiuti sono accumulati nei grandi territori devastati a nord di Napoli. Lì ci sono milioni di tonnellate di ecoballe e in quel territorio si registrano i tassi di malattie tumorali più alti d'Italia".
Le buone ragioni le ha ben riassunte in uno slogan Giuseppe Bertolussi ,candidato in Veneto: “C’è voglia di fare, abbiamo idee buone, e con la nostra testa le faremo camminare”. Da qui al voto di marzo, e poi al governo nelle buone regioni.
martedì 16 febbraio 2010
LETTERA APERTA DEL CADIDATO AL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDIA
Cara amica, caro amico,
come ti ho già anticipato, nel mese di febbraio ho programmato cinque incontri per ascoltare e confrontarmi sulle idee, ma anche sui problemi che tutti noi incontriamo quotidianamente nella nostra provincia.
I primi due, a Varese e a Busto, sono andati bene, con un dibattito molto partecipato concentrato su temi concreti. Alcuni, che non hanno potuto partecipare, mi hanno fatto avere via mail o telefonicamente suggerimenti, proposte o semplicemente il loro parere. Li ringrazio.
Penso sia la strada giusta per cercare di costruire una proposta quanto più condivisa in vista delle elezioni regionali. Settimana prossima ci saranno gli altri tre incontri. Ciascuno sarà introdotto da una testimonianza su un tema concreto.
A Saronno martedì 23 febbraio ore 21, Villa Gianetti (Via Roma, 22). Si parte dai temi della mobilità e dell'ambiente.
A Gallarate mercoledì 24 febbraio ore 21, Ex Scuderie Martignoni (Via Venegoni, 3). Si parte dai temi della crisi economica.
A Luino giovedì 25 febbraio ore 21, Palazzo Verbania (Via Alighieri, 6). Si parte dalle difficoltà dei piccoli comuni.
Sperando di incontrarti in una di queste occasioni, rimango a disposizione per raccogliere suggerimenti o proposte.
A presto,
Alessandro Alfieri
come ti ho già anticipato, nel mese di febbraio ho programmato cinque incontri per ascoltare e confrontarmi sulle idee, ma anche sui problemi che tutti noi incontriamo quotidianamente nella nostra provincia.
I primi due, a Varese e a Busto, sono andati bene, con un dibattito molto partecipato concentrato su temi concreti. Alcuni, che non hanno potuto partecipare, mi hanno fatto avere via mail o telefonicamente suggerimenti, proposte o semplicemente il loro parere. Li ringrazio.
Penso sia la strada giusta per cercare di costruire una proposta quanto più condivisa in vista delle elezioni regionali. Settimana prossima ci saranno gli altri tre incontri. Ciascuno sarà introdotto da una testimonianza su un tema concreto.
A Saronno martedì 23 febbraio ore 21, Villa Gianetti (Via Roma, 22). Si parte dai temi della mobilità e dell'ambiente.
A Gallarate mercoledì 24 febbraio ore 21, Ex Scuderie Martignoni (Via Venegoni, 3). Si parte dai temi della crisi economica.
A Luino giovedì 25 febbraio ore 21, Palazzo Verbania (Via Alighieri, 6). Si parte dalle difficoltà dei piccoli comuni.
Sperando di incontrarti in una di queste occasioni, rimango a disposizione per raccogliere suggerimenti o proposte.
A presto,
Alessandro Alfieri
sabato 13 febbraio 2010
ASILI NIDO : MANCANO 41.303 POSTI
Con 20 milioni si azzerano le liste d'attesa.
Questa la proposta del candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Filippo Penati. “Come presidente della Provincia di Milano- afferma Penati- ho destinato 18 milioni di euro a fondo perduto ai Comuni per la costruzione di nuove strutture, l’ampliamento o la valorizzazione di quelle esistenti. In questo modo sono stati realizzati 4000 nuovi posti nido, di cui 598 a Milano, create 104 nuove strutture in 87 diversi comuni del Milanese”.
“In Lombardia – continua Penati- si può realizzare un modello analogo. Investire 20 milioni di euro all’anno per cinque anni porterebbe ad azzerare le liste d’attesa in tutte le province “
Oggi in Lombardia mancano 41303 posti nido per raggiungere l’obiettivo del 33 per cento della copertura dei posti stabilito da Lisbona. I posti disponibili infatti sono 51503 a fronte di una popolazione da 0 a 3 anni di 281229.
“La Regione Lombardia- ha affermato Penati- per i nidi ha fatto troppo poco”. Le uniche risorse a loro destinate sono state quelle stanziate dalla finanziaria del 2007 che porta la firma del Governo Prodi. Dei quasi 56 milioni di euro stanziati dal governo Prodi solo 16,5 sono stati destinati alla creazione di 2000 nuovi posti. Il resto,poco meno di 40 milioni di euro è stato utilizzato per coprire i costi di gestione di nidi privati già attivi. Il che non aggiunge alcun posto a quelli disponibili.
Questa la proposta del candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Filippo Penati. “Come presidente della Provincia di Milano- afferma Penati- ho destinato 18 milioni di euro a fondo perduto ai Comuni per la costruzione di nuove strutture, l’ampliamento o la valorizzazione di quelle esistenti. In questo modo sono stati realizzati 4000 nuovi posti nido, di cui 598 a Milano, create 104 nuove strutture in 87 diversi comuni del Milanese”.
“In Lombardia – continua Penati- si può realizzare un modello analogo. Investire 20 milioni di euro all’anno per cinque anni porterebbe ad azzerare le liste d’attesa in tutte le province “
Oggi in Lombardia mancano 41303 posti nido per raggiungere l’obiettivo del 33 per cento della copertura dei posti stabilito da Lisbona. I posti disponibili infatti sono 51503 a fronte di una popolazione da 0 a 3 anni di 281229.
“La Regione Lombardia- ha affermato Penati- per i nidi ha fatto troppo poco”. Le uniche risorse a loro destinate sono state quelle stanziate dalla finanziaria del 2007 che porta la firma del Governo Prodi. Dei quasi 56 milioni di euro stanziati dal governo Prodi solo 16,5 sono stati destinati alla creazione di 2000 nuovi posti. Il resto,poco meno di 40 milioni di euro è stato utilizzato per coprire i costi di gestione di nidi privati già attivi. Il che non aggiunge alcun posto a quelli disponibili.
venerdì 12 febbraio 2010
Apriamo il sottopasso anche (e soprattutto) per le biciclette
Finalmente si è giunti a una definizione della proprietà della Via Tolmezzo: la strada è pubblica.
Ricordando che, proprio grazie ad investimenti Regionali e Comunali, sono stati realizzati un sottopasso ed un percorso ciclo-pedonale per collegare il centro di Uboldo con la parte del paese che si trova al di là della Via IV Novembre, con interessamento della via Tolmezzo, ora con la sentenza del TAR è stato chiarito di conseguenza (ci si augura definitivamente!) l’uso pubblico che ne deriva. Pertanto anche la circolazione delle biciclette.
Invitiamo quindi l'Amministrazione Comunale a rimuovere, nel più breve tempo possibile, il divieto di transito alle biciclette da Via Tolmezzo e a consentirlo anche per il sottopasso di Via IV Novembre, rendendoli così fruibili a tutta la cittadinanza.
Terminato il periodo invernale la stessa opera (il sottopasso), insieme anche alle piste ciclo-pedonali ed altri percorsi protetti e/o dedicati, potrà così essere di ancor più grande utilità a giovani e meno giovani che, con l'ausilio della propria bicicletta, sempre più spesso usufruiscono dei servizi pubblici di Uboldo e degli altri paesi del Saronnese, agevolandone il collegamento. Oggi, gli stessi servizi, sono poco utilizzati in quanto si è quasi sempre costretti ad attraversare la trafficata ed insicura via IV Novembre.
E' obbligo di ogni amministrazione tenere in buono stato manutentivo e in sicurezza ogni opera realizzata sul proprio territorio e permettere alla cittadinanza di utilizzarla, senza arrivare alle degradanti immagini di sperpero e abbandono di opere pubbliche che spesso i programmi televisivi sono solito mostrarci.
La nostra Amministrazione non può e non deve permetterlo!
Confidiamo affinché l'Amministrazione Guzzetti operi celermente nell’attuare quanto necessario allo scopo di consentire da subito, a tutti i cittadini, di transitare anche in bicicletta in Via Tolmezzo e nel sottopasso di via IV Novembre.
lunedì 8 febbraio 2010
IL 27 e 28 febbraio 500 Piazze per l'alternativa.

La campagna elettorale entra nel vivo ed è importante che ognuno di noi in prima persona faccia il possibile.Abbiamo previsto una grande mobilitazione con stand e gazebo per raccogliere idee, proposte e suggerimenti per l'alternativa lombarda al governo Formigoni con Filippo Penati. Appuntamento il 27 e 28 febbraio in 500 piazze della Lombardia. Si parlerà dei problemi legati a questo territorio e delle soluzioni per tornare competitivi. a
E in attesa dell'appuntamento di fine febbraio da ieri all'indirizzo www.penatipresidente.it è aperto uno spazio interattivo programmatico con 10 proposte che possono essere commentate ed arricchite.
Segretario PD Lombardo
Maurizio Martina
Responsabile Organizzazione PD Lombardo
Responsabile Organizzazione PD Lombardo
Roberto Rampi
venerdì 5 febbraio 2010
"Uno show elettorale a danno dei pendolari"
Castellanza
Interramento Fnm, "Uno show elettorale a danno dei pendolari"
Il vicesegretario regionale del PD Alessandro Alfieri e l'ex sindaco Livio Frigoli all'attacco sulla nuova stazione, i ritardi e il rispetto degli accordi sottoscritti nel 2000-2001
Interramento Fnm, "Uno show elettorale a danno dei pendolari"
Il vicesegretario regionale del PD Alessandro Alfieri e l'ex sindaco Livio Frigoli all'attacco sulla nuova stazione, i ritardi e il rispetto degli accordi sottoscritti nel 2000-2001
La nuova stazione di Castellanza, o quel che ce n'è per ora, è sempre al centro di un rovente dibattito, fra lamentele dei pendolari e lotte politiche. A ricordare questo e altri elementi critici era sul posto, stamane, il vicesegretario regionale del Partito democratico, Alessandro Alfieri , che con l'ex sindaco di Castellanza Livio Frigoli ha messo in luce le storture nella "corsa all'inaugurazione" per l'interramento Fnm. «È stato uno show elettorale a danno dei pendolari» sintetizza Alfieri. «Formigoni e la Regione si sono presi i meriti di opere avviate con soldi stanziati da governi di centrosinistra e nati grazie all'impegno dell'amministrazione comunale guidata da Frigoli. Poi chi si fa bello con scelte altrui fa dimenticare i ritardi e le "bellezze" di questa stazione. Incredibile davvero che si sia fatta l'inaugurazione del solo tunnel per poi correre a Malpensa, stendendo un velo pietoso su Castellanza». Anzi su Busto Arsizio, dove ci troviamo per una questione di metri. «Alla politica si deve chiedere serietà» è la posizione di Alfieri, «questo vezzo delle inaugurazioni come spot elettorale deve cambiare. Si inaugurino le opere solo quando sono corredate dei servizi necessari». Ma si sa che alla politica gli unici servizi che interessano... sono quelli dei telegiornali. A chi non è qui la mattina al freddo, arriva solo quello.Livio Frigoli, «mortificato dall'invidia e dall'arroganza» di chi non lo ha nè invitato nè ricordato, ha i suoi bravi sassolini da togliersi dalle scarpe, grossi come quelli che si trovano sulle massicciate ferroviarie. «A quest'opera ho dedicato alcuni anni della mia vita» ricorda agli smemorati. «Vorrei cogliere l'occasione qui per ringraziare pubblicamente anche l'allora presidente della provincia (della Lega Nord ndr) Massimo Ferrario: se non fosse stato per me e per lui, l'interramento non si sarebbe mai fatto». Fin qui le rivendicazioni di principio: poi parte l'elenco delle promesse disattese o in ritardo, carte alla mano. Il protocollo d'intesa del 2000 e la bozza dell'accordo di programma definitivo del 2001, fondamento di tutta l'opera, incluso il nodo ferroviario di Busto Arsizio. I tempi non sono stati quelli attesi allora. Nella bozza del programma di attuazione delle opere (inizio 2001) si legge dell'obiettivo di completare l'intervento in 48 mesi, ossia quattro anni: alla fine ce ne sono voluti cinque in più. Vi si legge che i risparmi da ribasso d'appalto avrebbero dovuto essere investiti in un sistema di trasporto definitivo ("tipo tram/treno"), che le Nord si impegnavano a realizzare fra la vecchia e la nuova stazione di Castellanza Fnm e da qui alla stazione di Busto FS, tramite il raccordo Z - i cui lavori in corso, fra un treno e l'altro, facevano da sottofondo sonoro alle parole di Frigoli. C'è poi la questione del sedime ferroviario di superficie: il Ministero dei Trasporti dava disponibilità alla cessione di una parte (imprecisata) del terreno. Fra gli impegni della Regione vi erano quello di trovare soluzioni viabilistiche coordinandosi con Provincia e Comuni interessati; nonchè di assicurare "un congruo numero di fermate" a Busto Arsizio del Malpensa Express. Numero evidentemente valutato per eccesso in passato, se è vero che alla città ne sono appena state sottratte diciotto, di fermate. E quanto ai tempi di percorrenza da record, si veda cosa ne dice un pendolare bustocco.C'è poi la pagina francamente incomprensibile di una stazione nata per essere di interscambio ma che non lo è, e con i chiari di luna attuali rischia di non diventarlo mai pur trovandosi fisicamente a venti metri dalla linea Rho-Gallarate delle FS. Gli studi di fattibilità per l'interscambio erano a carico delle ferrovie dello Stato. «La grande stazione non c'è e non ci sarà: non ci sono i soldi». E quanto alle famose "soluzioni viabilistiche", a pochi metri c'è un sottopasso quasi completato che quando partiranno i lavori per il raccordo Y (quello sul lato sud-ovest dello snodo, per il collegamento Milano Centrale-Malpensa) non servirà più a niente - «uno spreco di risorse» commenta Frigoli. E Alfieri rincara: «anche il raccordo Y non è finanziato. Il CIPE ha deciso di concentrare i fondi disponibili sulle metropolitane milanesi».In conclusione, «di questi accordi» fa Frigoli sventolandoli, «qualcuno si è dimenticato, al Pirellone come a Castellanza. Nel PGT depositato si sono dimenticati del terzo binario... e della stazione. Evidentemente si occupavano d'altro, e di questa stazione si sono interessati solo di recente - per fare da zerbino alla campagna elettorale di Formigoni e soci. Avevano solo da far rispettae glia ccordi a suo tempo sottoscritti: ora invece nemmeno la fermata a Nizzolina è più una priorità. Spero che nei prossimi mesi la Giunta lavori di più e meglio».
giovedì 4 febbraio 2010
COSTITUZIONE CIRCOLO DEI GIOVANI DEMOCRATICI DEL SARONNESE
Cari Lettori con piacere pubblichiamo l'iniziativa di costituzione del Circolo dei Giovani Democratici del Saronnese.
L’appuntamento per la costituzione del
CIRCOLO DEI GIOVANI DEMOCRATICI DEL SARONNESE
è venerdì 5 febbraio alle ore 21,
a Saronno, presso la sala di via P. Micca 21.
Si Inizierà con un CINEFORUM: sarà proiettato il film “MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO” di Daniele Luchetti, a cui seguirà il dibattito.
La serata è aperta a tutti i simpatizzanti e agli iscritti under 30.
"Ascoltare la nostra città e le sue voci, osservare ciò che accade qui, ma anche fuori da Saronno: ecco cosa vogliamo noi giovani democratici. Per questo abbiamo deciso di dare vita al gruppo GIOVANI DEMOCRATICI DEL SARONNESE, che comprende, oltre ai giovani di Saronno, i circoli GD di Origgio, Caronno, Cislago, Uboldo. Il gruppo resta comunque aperto anche a quei circoli che, pur non trovandosi nelle immediate vicinanze, vogliano dare il proprio contributo. Sentiamo, infatti, il bisogno di allargare l’apporto dei giovani, coinvolgendo tutti quelli che hanno voglia di partecipare, per ampliare i nostri orizzonti verso le realtà giovanili del circondario: il confronto sui temi che ci riguardano più da vicino ci permetterà di trovare analogie e differenze su cui lavorare insieme ed elaborare proposte. Ci proponiamo di sensibilizzare i nostri coetanei attraverso molte iniziative; abbiamo intenzione di creare spazi di confronto per risvegliare lo spirito critico talvolta assopito e, cosa ancora più importante, desideriamo comunicare passione per quello che si fa. Riteniamo opportuno proporre momenti in cui discutere, confrontarsi e dialogare, con lo scopo di capire di più e meglio la realtà che viviamo per poter agire su di essa. In questa prospettiva è fondamentale elaborare proposte, senza le quali non è possibile un’alternativa. Serve il contributo di tutti, in un clima di piena autonomia, sia finanziaria sia gestionale (realizzazione delle iniziative, svolgimento delle funzioni) dei Giovani Democratici rispetto al partito in generale. Siamo pronti a dare veste ufficiale ai nostri progetti!"
L’appuntamento per la costituzione del
CIRCOLO DEI GIOVANI DEMOCRATICI DEL SARONNESE
è venerdì 5 febbraio alle ore 21,
a Saronno, presso la sala di via P. Micca 21.
Si Inizierà con un CINEFORUM: sarà proiettato il film “MIO FRATELLO È FIGLIO UNICO” di Daniele Luchetti, a cui seguirà il dibattito.
La serata è aperta a tutti i simpatizzanti e agli iscritti under 30.
mercoledì 3 febbraio 2010
PIU' CHE DI SENTINELLE DI QUARTIERE SERVE UNA VICINANZA DELLE ISTITUZIONI
La Giunta regionale dà il via libera al Progetto di riforma
della Polizia Locale che tra le novità presenta il marketing di
sicurezza e la figura delle sentinelle di quartiere. A
giustificazione l’assessore Maullo parla della relazione tra
immigrazione, soprattutto irregolare, e criminalità, che
produce gravi ricadute sulla sicurezza in Lombardia.
Non c’è dubbio che i temi della vivibilità e della protezione
sociale debbano essere al centro delle politiche verso i
cittadini, ma l’operazione della Regione per Giuseppe
Civati “si presenta più come un’iniziativa di marketing
elettorale che altro. Guarda caso, queste iniziative si
moltiplicano quando c’è da rinnovare qualche incarico, ma a
ben vedere c’è solo un sottile ragionamento che identifica la
criminalità con l’immigrazione e il diverso da noi. Se
effettivamente c’è la volontà di essere vicini ai problemi
allora ripensiamo al decentramento che per decenni ha
svolto quella funzione di prossimità che aiuta i più deboli a
trovare soluzioni adeguate ai loro problemi. Altrimenti si fa
solo della demagogia. Importante per il PD – conclude Civati
- è tornare vicino a chi vive nei quartieri, evitando la
proliferazione di istituzioni di controllo che poi non si capisce
bene a chi facciano riferimento”.
della Polizia Locale che tra le novità presenta il marketing di
sicurezza e la figura delle sentinelle di quartiere. A
giustificazione l’assessore Maullo parla della relazione tra
immigrazione, soprattutto irregolare, e criminalità, che
produce gravi ricadute sulla sicurezza in Lombardia.
Non c’è dubbio che i temi della vivibilità e della protezione
sociale debbano essere al centro delle politiche verso i
cittadini, ma l’operazione della Regione per Giuseppe
Civati “si presenta più come un’iniziativa di marketing
elettorale che altro. Guarda caso, queste iniziative si
moltiplicano quando c’è da rinnovare qualche incarico, ma a
ben vedere c’è solo un sottile ragionamento che identifica la
criminalità con l’immigrazione e il diverso da noi. Se
effettivamente c’è la volontà di essere vicini ai problemi
allora ripensiamo al decentramento che per decenni ha
svolto quella funzione di prossimità che aiuta i più deboli a
trovare soluzioni adeguate ai loro problemi. Altrimenti si fa
solo della demagogia. Importante per il PD – conclude Civati
- è tornare vicino a chi vive nei quartieri, evitando la
proliferazione di istituzioni di controllo che poi non si capisce
bene a chi facciano riferimento”.
KM 0 , E TEMPO DI CAMBIARE
PERCHÈ I TRENI IN LOMBARDIA NON FUNZIONANO?
Non tutti sanno che sono le scelte della Regione a stabilire il
costo del biglietto, il tipo, il numero e la frequenza dei treni in
circolazione, secondo un Contratto di Servizio con i gestori dei
treni. Regione Lombardia investe troppo poco per i 560 mila
viaggiatori che usano abitualmente il treno, che sono circa il 40%
dei pendolari italiani, e che potrebbero essere molti di più, con
benefici sul traffico e sull'inquinamento, se il servizio fosse
diverso. Nella sola area milanese l'88% dei pendolari si sposta in
auto. Quasi tutte le linee ferroviarie lombarde hanno
frequenze superiori ai 30 minuti. Tempo di vita rubato
ogni giorno ai lavoratori lombardi. Ora Formigoni racconta che
tutto si risolverà con la nuova società che unisce in Lombardia
Trenitalia e le FerrovieNord. Ma questo nella sostanza non
risponde ai bisogni dei pendolari.
costo del biglietto, il tipo, il numero e la frequenza dei treni in
circolazione, secondo un Contratto di Servizio con i gestori dei
treni. Regione Lombardia investe troppo poco per i 560 mila
viaggiatori che usano abitualmente il treno, che sono circa il 40%
dei pendolari italiani, e che potrebbero essere molti di più, con
benefici sul traffico e sull'inquinamento, se il servizio fosse
diverso. Nella sola area milanese l'88% dei pendolari si sposta in
auto. Quasi tutte le linee ferroviarie lombarde hanno
frequenze superiori ai 30 minuti. Tempo di vita rubato
ogni giorno ai lavoratori lombardi. Ora Formigoni racconta che
tutto si risolverà con la nuova società che unisce in Lombardia
Trenitalia e le FerrovieNord. Ma questo nella sostanza non
risponde ai bisogni dei pendolari.
COSA PROPONE IL PD E IL SUO
CANDIDATO FILIPPO PENATI:
PIÙ INVESTIMENTI. La Regione Lombardia deve destinare
almeno il triplo di quanto oggi previsto nel bilancio regionale per
ottenere più percorrenze e maggiori frequenze.
PIÙ TRENI, PIÙ NUOVI, PIÙ ADATTI. Occorre rinnovare il
parco rotabile, non solo perché i treni tornino ad essere dignitosi
rispetto all'attuale degrado, ma perché una parte dei disagi e dei
ritardi è dovuta al materiale scadente.
UN SOLO BIGLIETTO DA CASA AL LUOGO DI LAVORO. La
Regione è il soggetto che può e deve garantire l'attivazione di
biglietti unici per il tragitto da casa al luogo di lavoro o di studio,
anche con mezzi diversi, e attraversando province diverse.
INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI. Realizzare gli interventi di
ammodernamento delle linee, con tratti di linea dedicati, tratte di
aggiramento per le merci, nuove stazioni attrezzate con parcheggi.
DARE VOCE AI PENDOLARI. Istituire una “carta dei diritti
dei Pendolari” che fissi obiettivi di servizio, diritti dei cittadini
utenti, condizioni minime di informazione, standard di
qualità, rimborso per disservizi e disagi.
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