Post più popolari

giovedì 28 gennaio 2010

ASSEMBLEA DI CIRCOLO - UBOLDO

ELEZIONI REGIONALI DEL 28 / 29 Marzo 2010


Care Amiche, Cari Amici,
Vi comunichiamo che, in previsione della prossima tornata elettorale, data la rilevanza della posta in gioco e della volontà del Partito di promuovere la più ampia consultazione possibile
Il Circolo di UBOLDO
organizza presso IL RISTORANTE HURGADA
il giorno 30/01/2010
a partire dalle ore 15:00
una riunione di tutti i suoi iscritti al fine di:
a) discutere e contribuire ad elaborare le linee programmatiche per le elezioni regionali del Partito Democratico nella provincia di Varese
b) individuare dei nominativi per la proposta di candidature da inserire nelle liste elettorali.

Si rammenta che nella definizione finale della proposta di lista la Direzione Provinciale dovrà tenere conto dei seguenti criteri fondamentali:

Il merito e la competenza,
La rappresentanza di genere,
L’equilibrio territoriale,
Il pluralismo politico e culturale,
L’apertura ed il coinvolgimento di forze nuove, professionalità,competenze.

Cordiali Saluti

Uboldo, lì 26/01/2010

Il Portavoce del Circolo di Uboldo
Michelle Beretta

Palazzetto polivalente o palestra?


Prosegue la silenziosa risposta …


In attesa della soluzione definitiva su come sarà realizzata la nuova struttura, per i ragazzi delle scuole medie continuano i disagi. Quando termineranno? non ci è dato a sapere.
Ufficialmente, nell’incontro aperto alla cittadinanza tenutasi l’8 ottobre scorso, ci è stato comunicato che la palestra delle scuole medie sarà pronta entro il mese di settembre/ottobre 2010.
Considerando tutte le attenuanti sulla vicenda, ormai a tutti nota quanto non chiara, essendo più forte la volontà da parte nostra di realizzare la palestra rispetto al “come” sarà realizzata, eravamo in un qualche modo fiduciosi della sua definizione.
Motivo? In quello stesso incontro ci era stato comunicato che il progetto era già stato presentato e lo stavano valutando e che, quindi, entro la fine dell’anno (2009) lo avrebbero presentato alla cittadinanza. L’anno è trascorso …
Consci dei tempi necessari alla realizzazione dell’opera (tenuto conto dei vari metodi costruttivi) nonché di quelli necessari per appaltare i lavori, cominciamo ad essere preoccupati per i nostri ragazzi (e per le nostre tasche!) che i tempi indicati non potranno essere rispettati!
E’ giunto il tempo che l’Amministrazione Comunale di Uboldo Al Centro, ci renda edotti del progetto della palestra che intende realizzare ed in quanto tempo. Il prosieguo del suo silenzio non è più accettabile!
Per questo chiediamo apertamente che sia organizzato un incontro pubblico informativo su questo argomento.
I ragazzi della Scuola A. M. Ceriani attendono …
Il Circolo di Uboldo del PD

martedì 26 gennaio 2010

IL GIORNO DELLA MEMORIA

Ricordarsi delle vittime dell'olocausto serve a mantenere memoria delle loro esistenze e del perchè esse vennero sterminate.

Che la memoria di questo passato serva ad aiutare a costruire un futuro migliore.

"Quanto arriva la conoscenza, arriva anche la memoria"
così come
" Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario"

Mai più come allora , mai più, mai più, mai più mai ............

mercoledì 20 gennaio 2010

SCUOLA : UNA RIFORMA ABUSIVA

Il Consiglio di Stato boccia la riforma scolastica proposta dalla Gelmini per le scuole superiori: gli obiettivi sono ben aldilà dei limiti contenuti nella delega concessa dal Parlamento. Il Pd chiede il rinvio di un anno per l'entrata in vigore
Un responso chiaro e inconfutabile: ridurre le ore scolastiche e le materie di studio con il solo fine di tagliare i costi e il personale, non rientrano negli obiettivi contenuti nella delega concessa dal Parlmento al ministro Gelmini. Questo è quanto emerge dal giudizio del Consiglio di Stato sulla riforma delle scuole superiori avanzata, a colpi di mano, da parte del governo Berlusconi. La delega concessa, infatti, prevede "la sola ridefinizione dei curricula vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e relativi quadri orari".In attesa di un giudizio definitivo da parte del Consiglio di Stato, anche la creazione dei Dipartimenti scolastici previsti con la nuova normativa potrebbe essere a rischio. Cancellando di fatto i collegi dei docenti, i dipartimenti sono in netto contrasto con la legge sull'autonomia scolastica.L'unica a non accorgersene della non tempestività della riforma scolastica e delle gravi carenze e superficialità che essa comporterebbe sembra essere proprio il ministro Gelmini, più impegnata a far bella figura con il premier che a dare risposte concrete sul riordino del sistema del Sapere.“Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato si rafforza la richiesta già avanzata dal Pd di rinviare di un anno l’entrata in vigore la riforma della scuola superiore”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e il responsabile Scuola del partito, Giovanni Bachelet. “Se questo non accadesse – hanno aggiunto - la riforma comincerebbe nell’incertezza più assoluta alimentando le preoccupazioni dei docenti , delle famiglie e degli studenti. In particolare – hanno sottolineato Ghizzoni e Bachelet - il Consiglio di Stato ha sostenuto che gli atti che devono essere emanati per dare attuazione alla riforma (come ad esempio i programmi, i quadri orari) abbiano natura normativa e quindi un iter di approvazione lungo e laborioso. Questa richiesta, che sembra essere stata accolta dal Governo, rende impraticabile l’entrata in vigore della nuova normativa in tempi così ristretti. Ma la questione più rilevante – hanno precisato Ghizzoni e Bachelet - riguarda le modalità di entrata in vigore della riforma che, al momento prevedono negli istituti tecnici un cambiamento di orari e programmi per le prime due classi e degli orari settimanali per le terze e quarte a partire dal prossimo anno scolastico; mentre in quelli professionali il cambiamento dei programmi nelle seconde e terze. Si tratta di una scelta di una gravità inaudita destinata a produrre gravi disagi agli studenti e difficoltà gravissime nella vita delle scuole determinata solo dai tagli di spesa pretesi dal ministro Tremonti. In Parlamento ribadiremo tutte le nostre perplessità e chiederemo con forza il rinvio di un anno dell’entrata in vigore della riforma delle scuole superiori”.Per Antonio Rusconi, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione, “il parere del Consiglio di Stato sul riordino della scuola superiore conferma una volta per tutte che è necessario il rinvio di almeno un anno della sua entrata in vigore, come diciamo da tempo, per non gettare le scuole, gli studenti e le famiglie nel caos. Speriamo che il ministro Gelmini se ne convinca". "Nel suo parere il Consiglio di Stato – ha spiegato Rusconi - sottolinea con chiarezza la richiesta che gli atti che il governo deve emanare per dare attuazione alla riforma delle superiori devono avere natura normativa e seguire quindi l'iter di esame delle leggi, che è più lungo e deve coinvolgere il Parlamento. Inoltre il Consiglio di Stato ha nella sostanza fatto una serie di altri rilievi significativi e non marginali. Tutto questo rende impossibile un'entrata in vigore rapida, a partire dal prossimo settembre, con iscrizioni da fine febbraio a fine marzo, così come annunciato oggi dal ministero. Ricordiamo, tra l'altro, che le scuole sono già provate dai tagli operati dal ministro Tremonti e che dunque questa accelerazione porterebbe ulteriori disagi, inaccettabili, agli istituti, agli insegnanti, alla famiglie e agli studenti". Dello stesso parere anche Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria del Pd: “dopo il pronunciamento del consiglio di stato il Partito democratico chiede al governo, con ancora più convinzione, il rinvio di almeno un anno del riordino della scuola secondaria superiore”.“Chiediamo di rispettare il diritto ad un’istruzione di qualità per tutti e di permettere ai ragazzi e alle loro famiglie una scelta consapevole di un percorso formativo che andrà a determinare il loro futuro lavorativo e di vita” ha ribadito il responsabile Scuola. “Il ministro – ha concluso la Puglisi – utilizzi per una volta questo tempo per aprire un confronto con il mondo della scuola che richiede rispetto e ascolto”.

Approvato il processo breve al Senato

Finocchiaro: "La priorità della maggioranza è l'interesse privato".
Bersani: "Migliaia senza giustizia per salvare uno solo".Il video della dichiarazione di voto contrario della capogruppo PD. Per rallentare i tempi dichiarazioni di voto identiche dai senatori democratici. E spunta il condono per i politici
La maggioranza ha approvato al Senato la legge sul processo breve.Giocano con le parole ma vuol dire che criminali e disonesti avranno la possibilità, se non la certezza, di farla franca perché la legge non velocizza i tempi dei processi, ma fissa solo i limiti entro i quali essi devonoconcludersi o andare in prescrizione.Durissimo ils egretario del PD, Pier Luigi Bersani: "“Hanno fatto la cosa peggiore che si potesse fare: distruggere migliaia di processi, lasciare senza giustizia migliaia di vittime per salvare uno solo. Sia chiaro che nessuno della maggioranza, davanti a questo scempio, potrà dire che non c’era. Per parte nostra combatteremo anche alla Camera come abbiamo fatto con vigore al Senato per mettere la maggioranza davanti alle sue responsabilità”.Tra l'altro il processo breve non cancellerà solo i dibattimenti ma anche i risarcimenti per almeno 500 milioni di euro che sindaci, parlamentari, ministri e sottosegretari hanno rubato allo Stato truffando e sprecando. Soldi che devono essere restituiti in base alle sentenze della Corte dei Conti. Il ddl 1880 Gasparri-Quagliariello, più noto come «processo breve», nella sua versione corretta e allargata anche ai procedimenti contabili e societari cancella in un colpo solo. Quando ieri pomeriggio l’aula di palazzo Madama ha messo ai voti la norma transitoria che cancella i processi in corso, il senatore democratico Felice Casson lo ha denunciato: "Siamo arrivati al vero motivo di questa legge, la norma che non serve solo per cancellare ui processi di Berlusconi ma serve anche anche ad un vostro sindaco, ad un vostro ministro e ad altri che non dovranno più risarcire lo Stato di circa 500 milioni di euro".Come riporta l'Unità "il PD ieri ha fatto l’unica cosa che ormai poteva fare: ripetere fino all’ossessione «lo scempio» e il «cinico progetto di disarticolazione della giustizia». Sotto la regia di Silvia Della Monica (capogruppo in Commissione Giustizia), di Giovanni Legnini e di una infaticabile Maria Incostante, i senatori hanno ricordato ad ogni dichiarazione di voto «lo scempio della giustizia» e «la rinuncia dello Stato a combattere la corruzione» accusando «una maggioranza ridotta a meri esecutrice di ordini».Prima Carofiglio, poi Adamo, Maritati, Fassone, Franco... Al quarto intervento maggioranza e Lega hanno capito e hanno cominciato a fischiare, a lamentarsi".Oggi la votazione finale con cui la maggioranza è tornata a occuparsi solo dei problemi del premier.Pubblichiamo la dichiarazione di voto di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.Con questo, la maggioranza approva il 19° provvedimento dell'era berlusconiana destinato a incidere su di un procedimento penale a carico del premier. Questo significa più cose: - che per 19 volte avete usato il Parlamento, occupandone tempo e risorse pubbliche destinate a leggi generali nell'interesse del Paese, per fini particolari; - che, nonostante i vostri sforzi, e gli sforzi degli avvocati del premier, non siete stati capaci di trovare soluzione; - che la vostra priorità è stata, di governo in governo, innanzitutto l'interesse privato; - che non avete avuto timore, a questo fine, di devastare l'ordinamento creando pubblico danno; - che non avete mai avuto senso di vergogna. Ora veniamo al merito: non siete stati capaci di dimostrare che questo provvedimento non avrà effetti negativi, decretando la fine di migliaia di procedimenti penali e quindi denegata giustizia per migliaia di cittadini italiani. Quando avete, nel precedente Governo Berlusconi, con la cosiddetta legge Cirielli praticamente dimezzato i tempi di prescrizione della pena, al punto che lo stesso proponente Cirielli di An si dimise dall'incarico di relatore perché non tollerava che quella legge portasse il suo nome, le prescrizioni (ce lo ha ricordato il sen. D'Ambrosio) schizzarono da 200.000 a 850.000. Ora queste cifre, già impressionanti, sono destinate ad aumentare. Ma non basta. Nessun imputato avrà più interesse a chiedere i riti alternativi, ogni difensore cercherà in tutti i modi di allungare i tempi del processo, si affievolirà l'effetto di prevenzione generale data dal fatto che chi commette reato sa di andare incontro a una pena. Il risultato sarà, oltre alle inevitabili prescrizioni, un ulteriore intasamento della giustizia penale. La maggioranza e il governo affermano che lo fanno per assicurare la ragionevole durata del processo, oggi intollerabile. È fuori da ogni logica. È come fissare su un orario ferroviario in 1 ora il tempo di percorrenza di una tratta, ben sapendo che la vecchia locomotiva che percorrerà il binario non potrà mai arrivare a destinazione che in 3 ore. Siamo allora venuti incontro all'esigenza di celerità presentando emendamenti di merito per l'accelerazione del processo penale. La maggioranza li ha bocciati tutti. L'idea che sorregge il centrodestra è allora, pare, 'tanto peggio, tanto meglio'. A noi, invece, la celerità del processo pare questione centrale e per questo abbiamo chiesto di discutere e approvare i nostri emendamenti, ma senza esito. Appunto: da una giustizia lenta ad una denegata giustizia. Non avendo argomenti convincenti, la maggioranza è allora passata ad altro. Siamo stati accusati di essere ipocriti e insinceri perché in precedenti legislature avevamo presentato proposte analoghe. In precedenti legislature, appunto. Non in questa. A dimostrazione che solo i cretini non cambiano idea. Siamo stati accusati di essere ipocriti e insinceri anche se persino il senatore Quagliariello in pubblico dibattito ha ammesso che la nostra proposta era ben diversa perché non solo non conduceva alla morte dei processi ma addirittura ne allungava troppo i tempi. Gli atti della Commissione Pisapia sono lì a testimoniare quanto dico. Ma la destra non si è fermata al processo penale. Come molti colleghi in quest'Aula hanno spiegato, il centrodestra ha rivolto la sua puntuta attenzione anche al processo contabile. A fronte di continui richiami, in particolare da parte della Lega, al principio di responsabilità di funzionari e amministratori pubblici hanno giubilato così centinaia di processi contabili con il risultato di danneggiare irrimediabilmente le casse dello Stato e introdurre principi di irresponsabilità per chi dissipa risorse pubbliche. Noi siamo gli stessi che insorsero contro il cosiddetto. provvedimento salvaladri dei primi anni '90. E i colleghi della Lega e di AN, chi sono? Quanti silenzi. Quanta smemoratezza c'è tra loro. Ma c'è un profilo, politico, che non può sfuggire in questa discussione, se non si vuole essere omissivi. Tutto questo avviene nel momento in cui - così almeno pare - tornano fragilmente a mostrarsi le condizioni per una riforma costituzionale condivisa a larga maggioranza. Potremmo trarne due osservazioni: - da una parte dicono di essere interessati al processo riformatore, dall'altra mostrano atteggiamenti disarmanti, continuando ad avvelenare i pozzi; eppure su di loro (governo e maggioranza) grava la responsabilità del clima politico; - da una parte si mostrano interessati al processo riformatore, dall'altra tentano di spacciare questa come riforma della giustizia. Ora vedete noi crediamo che sia necessario riformare le nostre istituzioni, per rendere il sistema democratico più forte e affidabile contro i rischi del populismo e del travolgimento dell'equilibrio tra i poteri, per l'affermazione della centralità costituzionale del Parlamento e il ripristino del principio di rappresentanza. Per quest'opera qui ci troveranno. Non per altro. Non per fare quello che stanno facendo oggi.

........ per non dimenticare


venerdì 15 gennaio 2010

UN NUOVO AMBIENTALISMO

Green economy in Lombardia: cosa si sta facendo
sabato 16 gennaio 2010 - dalle ore 14.30 alle ore 18.00
Acquario Civico, Sala Vitman - Via Gadio, 2 - Milano
MODERATORI
Carlo Monguzzi e Giuseppe Civati, Consiglieri regionali della Lombardia
INTERVENTO INTRODUTTIVO
Francesca Santolini - Autrice di "Passione Verde", Assessore I° Municipio di Roma
ESPERIENZE LOMBARDE
Francesco Bertolini - Università Bocconi - La green economy: obiettivo od ossimoro?
Giuseppe Natta - Gruppo Agroittica Acqua & Sole - L'innovazione culturale come strumento base della green economy
Maria Berrini - Istituto di Ricerche Ambiente Italia - Ambiente: il ruolo della ricerca, un’opportunità per l'impresa
Claudio De Albertis - Ance Lombardia - Costruire e ristrutturare rispettando l'ambiente
Paolo Rocco Viscontini - Enerpoint - Il fotovoltaico come opportunità di sviluppo per le imprese lombarde
Andrea Di Stefano - Novamont - Mater-B, la bioplastica del presente e del futuro
TAVOLA ROTONDA
Ermete Realacci - Deputato PD
Carlo Porcari - Capogruppo PD in Regione Lombardia
Stefano Facchi - Presidente Ecodem Lombardia
Damiano Di Simine - Presidente Legambiente Lombardia
E' una iniziativa promossa da: ECODEM e GRUPPI CONSILIARI IN REGIONE LOMBARDIA DEL PD E DEI VERDI E DEMOCRATICI

giovedì 7 gennaio 2010

Riforme: "il Pd mette al primo posto sostegno al reddito italiani”

“Berlusconi torna a parlare del 2010 come l’anno delle riforme, indicando delle priorità. Il Pd mette al primo posto le riforme economiche e sociali, e in particolare l’introduzione di un sostegno al reddito per gli oltre 250mila lavoratori che hanno perso il loro lavoro e che non possono contare su alcuna forma di sussidio”. Lo ha dichiarato Stefano Fassina, della segreteria del Partito Democratico, responsabile Economia e Lavoro.
“Per quanto riguarda invece la riforma fiscale – continua Fassina - sarebbe opportuno che il premier si mettesse d’accordo con il ministro dell’Economia Tremonti, il quale ha più volte ribadito che interverrà in materia solo a fine legislatura”.
“Quanto alla giustizia – conclude Fassina - nel quadro delle riforme istituzionali essa rappresenta sicuramente un importante capitolo che, come tale, dovrà essere affrontato. Con una condizione, però: che lo si faccia per risolvere i problemi dei cittadini e non quelli del presidente del Consiglio”.

"Precipitosa retromarcia di Berlusconi su tasse"

"Speriamo che almeno non continui ad aumentarle"

“Il proposito di Berlusconi di ridurre le tasse nel 2010 ha avuto vita decisamente breve: circa tre ore. Dopo aver annunciato, nel primo pomeriggio, che il 2010 sarebbe stato l’anno della riforma fiscale, già all’imbrunire, per bocca del portavoce Bonaiuti, il premier ha fatto una precipitosa retromarcia”. Lo dichiara Marco Meloni, della segreteria del Partito Democratico, responsabile Riforma dello Stato.“Tra l’annuncio e la smentita – continua Meloni - Berlusconi deve aver probabilmente sentito il ministro Tremonti, che più volte si era detto contrario all’ipotesi, senza riuscire a convincerlo”.“Assodato che nel 2010 il governo non ridurrà le tasse – conclude il componente della segreteria del Pd - ci auguriamo almeno che, al contrario di quanto fatto nell’ultimo anno, l’esecutivo non le aumenti ulteriormente”.

lunedì 4 gennaio 2010

I commenti del PD al messaggio di Napolitano

Un anno per le nuove generazioni

Il lavoro, la coesione nazionale, l'attenzione costante ai giovani e al sud, le riforme, la solidarietà. Nel suo quarto messaggio di fine anno il Presidente Napolitano ha invitato alla fiducia e alla speranza nelle capacità del Paese di mostrasi più unito, di reagire alle difficoltà. Un discorso che ha subito ottenuto l'apprezzamento del Partito Democratico,a partire dal segretario Pier Luigi Bersani che rilancia subito i l tema fondamentale del discorso presidenziale: "Serve un'agenda sociale per nuove generazioni". Per Bersani si è trattato di "un messaggio ancora una volta auterovole e chiaro che ha il suo cuore nell'esigenza di riforme sociali e istituzionali. Il richiamo al lavoro dei giovani ed alle condizioni del Mezzogiorno non puo' restare inevaso"."Il Paese ha bisogno che Governo e Parlamento sia diano una agenda sui temi sociali a partire dal punto di vista delle nuove generazioni colpite in modo piu' pesante dalla crisi – ha sottolineato Bersani - Noi metteremo questo tema al centro. Ribadiamo l'impegno a concorrere ad un ammodernamento delle nostre istituzioni secondo le linee che il Presidente ha tracciato con nettezza. Si lasci dunque il terreno sgombro da altri problemi – ha concluso - e si dedichi il prossimo anno alle questioni cruciali che il Presidente ha indicato".Rosy Bindi, presidente del PD, assicura: "Faremo tesoro delle sue parole e del suo invito alla politica di farsi carico dell’interesse generale per rispondere con serietà e sobrietà ai bisogni più veri degli italiani"."Ho trovato molto articolato e significativo il discorso del Capo dello Stato e mi è sembrata centrale e fondamentale la sottolineatura dell'esigenza della modernizzazione del Paese rispetto al perdurare di lunghe e arcaiche disuguaglianze". Lo dice la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro: "Nel nostro Paese c'e' una grande disuguaglianza sociale tra chi e' occupato e chi no, tra chi ha un lavoro fisso e un lavoro precario, tra vecchi e giovani, tra nord e sud. Le difficoltà principali del nostro Paese sono queste e bene ha fatto il Capo dello Stato a ricordarle e ad individuare nel superamento di queste disuguaglianze la via maestra per la ripresa del nostro Paese. Servono riforme sociali ed economiche perchè questa è la principale esigenza dell'Italia ma servono anche le riforme istituzionali per ridare spinta e vigore alle nostre istituzioni. Per fare queste riforme serve misura, ricerca dell'intesa ed equilibrio. Non c'e riforma che prescinda dall'equilibrio tra i poteri dello Stato. Queste sono le condizioni necessarie ed essenziali per avviare un percorso riformatore che aiuti il sistema politico italiano a maturare. Sono grata al Capo dello Stato per questo messaggio a cui tutti, soprattutto noi che abbiamo responsabilita' politiche, dobbiamo guardare per ispirare la nostra azione nei prossimi mesi". "Un discorso impeccabile, al contempo equilibrato e coraggioso''. Cosi' il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, commenta il messaggio del Capo dello Stato al Paese. "Una boccata di ossigeno nell'aria spesso irrespirabile della nostra politica. Piu' che commentare si tratta di raccogliere le sfide del messaggio del presidente. Noi convintamente rispondiamo si' all'appello. Vogliamo fare la nostra parte per un 2010 di riforme economiche ed istituzionali. E - conclude - crediamo in una politica sobria e fuori dalle logiche delle opposte tifoserie, come il presidente Napolitano ha auspicato".