La nota del mattino
29 marzo 2011
In Giappone si aggravano i problemi alla centrale di Fukushima, ma l’ordine di scuderia è di
tenere l’informazione su questi fatti in secondo piano, perché c’è il referendum e perché il
governo, nonostante la moratoria, intende confermare il piano per la costruzione delle centrali
nucleari, che ha promesso come fonte di business nei prossimi anni.
Lo stesso governo giapponese ha ammesso ieri «una possibile parziale fusione delle barre
di combustibile nucleare» dopo che l’acqua fortemente radioattiva è tracimata nell’ambiente
circostante e dopo che intorno agli impianti sono state riscontrate tracce di plutonio, elemento
che si dimezza (emivita) in 24.200 anni ed è estremamente tossico.
Ieri intanto secondo l`Ispra, l`istituto per il controllo del nucleare, anche in Italia si sarebbero
riscontrate tracce di iodio 131, la sostanza tossica che costituisce il primo
segnale di radioattività dopo un incidente atomico. Le masse d`aria provenienti
dalle aree contaminate di Fukushima sono arrivate fino noi, ma con valori «infinitesimali,
non significativi come rischio per la salute e non rilevanti dal punto di vista radiologico».
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