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giovedì 26 maggio 2011

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO PD - SEL


I Circoli ed i Referenti locali del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia Libertà informano gli uboldesi che si è dato inizio ad una collaborazione tra le forze politiche dell’area di centrosinistra. Tale progetto è finalizzato nel breve periodo a:
  • individuare e valorizzare tematiche comuni, anche discendenti dei propri programmi elettorali, da sviluppare al fine di far crescere sempre più saldamente il percorso sinergico intrapreso;
  • analizzare in maniera critica l'operato dell'attuale Amministrazione Comunale;
  • analizzare i bisogni della comunità uboldese;
  • indicare e proporre possibili soluzioni per il soddisfacimento dei fabbisogni degli uboldesi, considerando non solo il territorio comunale ma, più in generale, tutto il comprensorio del Saronnese grazie alla rete di sinergie già in essere con le forze politiche che operano nei comuni vicini alla nostra Uboldo così da individuare soluzioni e possibilità che possano portare vantaggio al maggior numero di persone possibile;
Ribadiamo, come più volte detto che, il cammino intrapreso oggi dalle nostre forze politiche è aperto all’adesione di tutte le forze politiche (partiti e liste civiche), dei singoli cittadini e alle associazioni che vogliano collaborare con pari dignità per condividere obiettivi comuni per il bene della nostra Uboldo.

Partito Democratico
Sinistra Ecologia Libertà
La Segretaria
Michelle Beretta
Il Coordinatore
 Luca Saibene

1. GLI INDUSTRIALI PUNTANO IL DITO CONTRO IL GOVERNO. L’ISTAT DICE CHE I CONSUMI DELLE FAMIGLIE SONO CALATI DEL 2 PER CENTO. L’INPS CERTIFICA CHE LA META’ DEI PENSIONATI PRENDE 500 EURO AL MESE E CHE L’80 PER CENTO NON ARRIVA A 1.000. MA BERLUSCONI E’ SICURO: LA CRISI NON C’E’ PERCHE’ I RISTORANTI CHE FREQUENTA SONO PIENI.

La nota del mattino 26 maggio 2011

Questa mattina all’assembla annuale della Confindustria la presidente degli imprenditori italiani, Emma Marcegaglia, ricorda al governo che la ripresa è debolissima, che il lavoro manca, che bisogna fare le riforme che il governo non è stato in grado di fare, che occorrono investimenti in ricerca…Insomma, che bisognerebbe che il governo governasse, invece di vivacchiare pensando solo alle riforme della giustizia per salvare Berlusconi dai processi.
Ieri l’Istat ha fornito un altro dato che certifica gli effetti della crisi: i consumi delle famiglie sono calati di oltre il due per cento nell’ultimo anno.
Sempre ieri, l’Inps, nella sua assemblea annuale, ha dato le solite cifre sulle pensioni, che ogni volta vengono presentate dai media come clamorose, ma poi vengono dimenticate il giorno successivo: metà delle pensioni non raggiunge i 500 euro al mese, l’80 per cento sta sotto i 1.000 euro al mese. Meno del 10 per cento delle pensioni vale da 1.000 a 1.500 euro al mese e un altro 10 per cento va dai 2.000 euro in sù.
Dopo i dati già forniti nei giorni scorsi dall’Istat nel suo rapporto annuale e gli appunti della Corte dei Conti sulla manovra che sarà necessaria per rimettere a posto i conti pubblici (46 miliardi di euro, una stangata da cavallo), ieri sera Berlusconi, a parte gli insulti agli elettori del centrosinistra (“sono senza cervello”), si è esercitato nel suolo di economista. ”Non è vero che c’è la crisi” ha detto ancora una volta. Ed ha spiegato: “Chiunque di noi quando va al ristorante lo trova pieno”.

2. CRISI INDISTRIALE. DOPO IL CASO FINCANTIERI SCENDONO IN CAMPO ANCHE I VESCOVI. E DICONO: “PREPARIAMOCI ALLA COLLERA DEI POVERI”.

La nota del mattino 26 maggio 2011

Crisi della Fincantieri. Il piano di tagli e sfoltimento dell’organico non ha più un padre. La stessa Fincantieri dice che il piano non è definitivo. Il governo, che in questi anni ha pensato a tutt’altro, non sa che fare. Le regioni ed i comuni interessati, Liguria in prima fila, lavorano per trovare una soluzione. Il Pd accusa: senza una politica industriale, le imprese italiane vengono lasciate andare al degrado. Occorre riprendere la strada del governo della politica industriale. In primo luogo, è necessario che il prossimo incontro tra governo, azienda e sindacati sia un confronto vero, al massimo livello.
Luigi Molinari, responsabile dei cappellani del lavoro, ieri è stato durissimo: “Prepariamoci alla collera dei poveri”.

3. IL PD AL SERVIZIO DI UNA RISCOSSA CIVICA SOSTIENE I CANDIDATI DEL CENTROSINISTRA. LA VITTORIA AI BALLOTTAGGI IMPORRA’ AL GOVERNO DI PARLARE FINALMENTE DI COSE CONCRETE, LAVORO, REDDITI, FISCO, INVESTIMENTI.

La nota del mattino 26 maggio 2011

Tutto il Pd è al lavoro in questi giorni per sostenere i candidati del centrosinistra ai ballottaggi di domenica e lunedì. In gioco non ci sono solo le vittorie a Milano e Napoli. I ballottaggi si svolgono in molte città e province e i candidati del Pd e del centrosinistra sono per larga parte in buona posizione per vincere.
“Dobbiamo andare a votare nei ballottaggi e completare l’opera” ha detto ieri il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando prima a Trieste e poi in una conferenza stampa alla Camera: “Il Pd è al servizio di una riscossa civica. Quanto ai risultati, l’ho detto e lo ripeto: si vincerà a Milano, e non solo a Milano. E’ ora di voltare pagina: bisogna finalmente parlare dei problemi degli italiani, di lavoro, di redditi delle famiglie, di fisco, di sostegno alle imprese”.

4. OBAMA SFERZA L’OCCIDENTE: SE NON VUOLE MOLLARE SUBITO LA LEADESHIP DEL MONDO DEVE MUOVERSI, NON DORMIRE SUGLI ALLORI. MA INTANTO PER LA DIREZIONE DEL FMI ALLA FRANCESE LAGARDE SI CONTRAPPONGONO CINA, INDIA, BRASILE, RUSSIA, SUD AFRICA.

La nota del mattino 26 maggio 2011
 
Da La Stampa. “Barack H. Obama sceglie la Westminster Hall per dire che l`Occidente guida ancora il mondo grazie alla «difesa dei diritti dei singoli» ma deve porsi «con umiltà» di fronte alle sfide del XXI secolo, dall`economia alla sicurezza. Se il discorso del Cairo nel giugno 2009 servì per tendere la mano all`Islam e quello di Tokyo nel novembre seguente per proiettare l`America verso le economie emergenti del Pacifico, ora il presidente declina la propria visione sul ruolo dell`Occidente euroamericano. Farlo nella cornice dell`aula che evoca la Magna Carta significa esaltare la «partnership speciale» fra Gran Bretagna e Stati Uniti, proprio come fece Ronald Reagan dallo stesso luogo nel 1982 per lanciare la sfida all`Impero sovietico…Obama nega il declino dell`Occidente: «I rapidi cambiamenti in atto hanno fatto diventare di moda il ragionamento secondo cui la crescita veloce di nazioni come Cina e India sarà accompagnata dal declino dell`influenza di America ed Europa nel mondo, dalla fine della nostra leadership, ma è una tesi sbagliata». Obama ritiene che Europa e America resteranno «il maggior catalizzatore dell`azione globale nel mondo» grazie alla forza che gli viene da valori comuni che le portano a «difendere i diritti non solo degli Stati ma dei singoli cittadini» della Terra. Questa vocazione alla tutela dei «diritti universali» deve portare per Obama ad affrontare i bisogni di «prosperità e sicurezza», dai posti di lavoro in Ohio alle istanze di riforma sollevate dalle rivolte in atto nel mondo arabo… Ma per esercitare tale leadership, Obama chiede all`Occidente di «procedere con umiltà nella consapevolezza che non possiamo dettare ogni soluzione nel mondo». «Dobbiamo imporci con la forza dei diritti e degli ideali» suggerisce, soffermandosi sul fatto che Stati Uniti e Gran Bretagna «sono nazioni dove la cittadinanza non è definita sulla base della razza o dell`etnia, attirando individui da ogni luogo della Terra».
Insomma, il segreto della leadership dell`Occidente è nella capacità delle società anglosassoni
di integrare le diversità”.
Che la leadership dell’Occidente industrializzato non sia un dono gratuito del destino lo dimostra proprio in questi giorni la querelle sulla direzione del Fondo monetario internazionale dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn. L’Europa ha candidato Christine Lagarde, ministro francese delle finanze, come se la supremazia europea fosse il fatto più naturale del mondo. Ma Cina, India, Brasile, Russia e Sud Africa hanno rivendicato il proprio ruolo e la guida del Fmi. Anche se Christine Lagarde dovesse farcela, è chiaro che un’epoca è finita.

5. IL G8 IN FRANCIA PER PARLARE DI CRESCITA, NUCLEARE, TERRORISMO, NUOVE TECNOLOGIE E PRIMAVERA ARABA.

La nota del mattino 26 maggio 2011

Da La Stampa. “È il vertice della primavera araba, la fiera della solidarietà con i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente che stanno ridisegnando, o cercano di farlo, il proprio futuro in una chiave più aperta e democratica. Domani i potenti del pianeta scriveranno sulla carta intestata del G8 la promessa di un sostegno politico e finanziario per chi, dal Cairo a Tunisi, ha deciso di voltare pagina, dispenseranno impegni e stanzieranno miliardi nel nome della stabilità globale. Prima, però, dovranno pensare alle minacce che non fanno dormire sonni sereni neanche agli otto Grandi: la guerra in`Libia, l`economia incerta, la finanza troppo volatile, la sicurezza nucleare, i mutamenti climatici”. Cinque i temi e gli impegni da decidere.
L’economia, con la necessità di sostenere Tokyo in crisi dopo lo tsunami e di fronteggiare i problemi europei. Nucleare: i grandi della terra faranno il punto sull’energia nucleare e sui nuovi standard di sicurezza dopo Fukushima. Primavera araba: nel vertice si discuterà di azioni concordate per le nuove democrazie e dei finanziamenti da erogare (6 miliardi di dollari dalla Banca mondiale e 7 dall’Unione europea). Terrorismo: il tema riguarda essenzialmente la durata della guerra in Libia. Nuove tecnologie: i grandi della terra vogliono regolamentare le autostrade dell`informatica con più controlli per i minori

martedì 24 maggio 2011

UNA BIRRA per L'ACQUA PUBBLICA


 
Siete tutti invitati sabato 28 maggio dalle ore 21 presso il giardino Auser di Via maestri del lavoro a Saronno.
Birra a caduta non pastorizzata AMBRATA !

Il Circolo PD di Uboldo promuove l'iniziativa di "InFormazione InMovimento" per il NO al NUCLEARE

 
"Cittadini che sono attivi sul territorio o che vogliono diventare attivi collegandosi a chi è già in azione.
C'è bisogno, ora più che mai, di condividere le informazioni , fare passaparola e raggiungere più persone possibili.

Sapere, condividere e crescere insieme.

Chi ha voglia di unirsi a noi in questo percorso di in-formazione si può unire al gruppo e cominciare a lavorare......?"
Vi invita all'evento:

 

1. MENTRE BOSSI E BERLUSCONI STRAPARLANO DI MINISTERI SPOSTATI, ISLAMIZZAZIONE E BALLE SULLE TASSE, L’ISTAT MOSTRA LA VERITA’. L’ITALIA AVREBBE BISOGNO DI RIFORME SU LAVORO PER GIOVANI E DONNE, PRECARIETA’, RIPRESA, REDDITI DELLE FAMIGLIE: I TEMI AL CENTRO DEL PNR ALTERNATIVO PRESENTATO DAL PD IN PARLAMENTO.

La nota del mattino 24 maggio 2011

Tutti i riflettori dei media sono accesi sul dibattito surreale tra Bossi e Berlusconi sui ministeri, sulle balle delle riduzioni fantasiose di imposta per Milano (no tax area per la capitale economica del paese, e a Gallarate, a Brescia, a Bergamo, a Monza che fanno? Pagano tutto?), sull’islamizzazione o l’invasione dei campi rom. Il collegamento con la realtà è completamente saltato, spesso anche nei commenti di quotidiani e tg (per esempio nessuno dice che a Bologna, Torino o Firenze, città amministrate dal centrosinistra, tutte queste cose non accadono, mentre a Milano e Roma amministrate dalla destra il problema dei campi rom si pone eccome).
A riportare l’attenzione sulla realtà, come propone da tempo il Pd e proprio sugli stessi temi, ci ha pensato ieri l’Istat che ha presentato il rapporto annuale sull’Italia.
Da La Stampa (l’unico quotidiano a dare lo spazio e la collocazione che meritano queste notizie). Articolo del direttore Mario Calabresi: “Agli italiani il rapporto annuale dell`Istat, presentato ieri, non dice assolutamente niente di nuovo. A loro non serve. Racconta cose che già sanno, che sentono sulla loro pelle ogni giorno: la paura di scivolare nella povertà, il calo del potere d`acquisto, la minore capacità di risparmiare e il gonfiarsi del numero dei giovani che non trovano lavoro e passano le loro giornate tra "il divano della casa dei genitori, il computer l`aperitivo in piazza. Il rapporto dell`Istat sarebbe invece utilissimo per la nostra classe di governo, convinta che i problemi del nostro futuro si chiamino «spostamento di un paio di ministeri al Nord» o «sanatoria delle multe automobilistiche».
I fatti raccontati dall’Istat sono davvero duri. Sempre da La Stampa: “Dicevamo di noi stessi che siamo «un popolo di formiche»: non è più vero. Ormai, gli italiani risparmiano meno dei cittadini degli altri grandi Paesi europei (nel 2010, solo il 9,1% dei loro redditi, contro il 13,3% tra il 2000 e il 2005). Per mantenere il livello dei consumi di fronte a redditi che calano, non c`è altra via che intaccare il patrimonio o indebitarsi. L`impatto della grande crisi è stato duro anche altrove, ma l`Italia più di altri Paesi stenta a risollevarsi (produzione industriale a tutt`oggi inferiore del 19% all`estate 2007). A perdere il posto di lavoro sono stati soprattutto i giovani precari; le assunzioni che ora poco a poco ricominciano sono in gran parte a termine, mentre i posti fissi continuano a diminuire, dunque «cala la qualità dell`occupazione»).
Fa colpo che nei dati dell`Istat circa un italiano su 4 sia «a rischio povertà». L`Istat fornisce dati secondo cui l`incidenza degli «scoraggiati» nella ricerca di un lavoro in Italia è circa doppia che nella media europea. Se ai disoccupati veri e propri, 2,1 milioni, si aggiungono 1,5 milioni che desiderano un lavoro ma non lo cercano perché scoraggiati, e un altro mezzo milione che «attende l`esito di ricerche precedenti» la mancanza di lavoro assume una portata assai preoccupante, attorno al 15% (percentuale che l`Istat non esplicita, ma che è
facile calcolare).
Drammatico il capitolo giovani. Sempre da La Stampa: “Dopo il dossier consegnato dal Censis alla Camera dei deputati, la settimana scorsa, anche l`Istituto di statistica affida all`opinione pubblica un quadro a1trettanto sconfortante sugli italiani tra i 18 e i 29 anni: disoccupati, precari, scoraggiati, senza un futuro a breve, transitano con sempre maggiore frequenza nella categoria dei neet (not in education, employment or training), cioè di quelli che non ne possono più di cercare, bussare, aspettare, e neppure disperare, per cui abbandonano tutto. Si tratta - spiega l`Istat - di due milioni e centomila ragazzi, ben 134 mila in più rispetto all`anno precedente e pari a quasi un quarto (22,1%) di tutti gli under 30, una percentuale doppia rispetto alla media europea.
Pesante anche il capitolo dell’occupazione femminile. Sempre da La Stampa: “Quasi un milione di donne sono state licenziate o costrette a dimettersi per aver deciso di avere un figlio. Lo denuncia 1`Istat nel suo rapporto annuale insieme a molti altri dati molto chiari su che cosa significhi essere madri in Italia. Una su 3 ha dovuto lasciare il lavoro per motivi familiari. Nella metà dei casi l`abbandono è dovuto alla nascita di un figlio, per un totale di oltre 800 mila donne. Una donna su cinque fra quelle che lavorano e hanno meno di 65 anni hanno lasciato il lavoro per il matrimonio, la gravidanza o per altri motivi familiari.
Sono tutti i temi e problemi posti e affrontati, pur nel rispetto della tenuta dei conti pubblici, con proposte concrete dal Piano nazionale per le riforme alternativo a quello del governo messo a punto dal Partito Democratico e presentato a Bruxelles e in Parlamento. Perché la crisi e anche la tenuta dei conti pubblici o l’affronti favorendo la crescita e sostenendo i più deboli oppure prevale la ricetta della destra dei condoni per i ricchi e della macelleria sulle specie sociali a danno dei poveri. Memento: dopo le elezioni il governo ha annunciato una “manutenzione” dei conti per 5-7 miliardi di euro. E addirittura di 40 per i prossimi anni.

2. ANCHE CHIESA E QUIRINALE CHIEDONO MENO RISSE E PIU’ FATTI.

La nota del mattino 24 maggio 2011

Da La Repubblica: “Politica «inguardabile e noiosa». Stampa «troppo fusa con la politica» e tesa«ad eccitare le tifoserie». Così la gente, dicono i vescovi italiani, è «stanca di vivere nella rissa e si sta disamorando sempre di più».
Nel discorso introduttivo alla riunione della Cei il cardinal Bagnasco ha rilevato che la politica è «inguardabile», «ridotta a litigio perenne», «noiosa». «La politica che ha oggi visibilità è, non raramente, inguardabile - ha detto - ridotta a litigio perenne, come una recita scontata e - se si può dire - noiosa. È il dramma del vaniloquio, dentro - come siamo - alla spirale dell`invettiva che non prevede assunzioni di responsabilità.
La gente è stanca di vivere nella rissa e si sta disamorando sempre di più. Gli appelli a concentrarsi sulla dimensione della concretezza, del fare quotidiano, della progettualità, sembrano cadere nel vuoto».

3. LADRI DI DEMOCRAZIA. OGGI IL GOVERNO TENTA LA SPALLATA CONTRO I REFERENDUM METTENDO LA FIDUCIA SUL DECRETO OMNIBUS CHE IMPONE LA MORATORIA SUL NUCLEARE. MA NON E’ DETTO CHE LA CASSAZIONE LO ASSECONDI.

La nota del mattino 24 maggio 2011

Il governo ieri ha messo la fiducia sul decreto legge che contiene le norme antireferendum: il provvedimento prevede una moratoria temporanea del piano nucleare, in modo da eludere il referendum (e far fallire la consultazione anche sugli altri quesiti, compresi acqua e legittimo impedimento). La Corte di Cassazione avrà l’ultima parola. E non è affatto detto che un a norma che prevede solo una moratoria possa far saltare il referendum per chiudere del tutto la via al nucleare.

4. INFORMAZIONE. MULTE DELL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI AI TG PER IL VIDEOMESSAGGIO DI BERLUSCONI. IL PD: ORA L’AZIENDA DEVE RIFARSI SUI DIRETTORI.

La nota del mattino 24 maggio 2011

L`Agcom ha inflitto multe pesanti a Rai e Mediaset per le interviste a reti unificate a Berlusconi in violazione della par condicio. L`Autorità ha comminato la massima sanzione prevista dalla legge ai «recidivi» Tgl eTg4 (258.230 euro), per Tg2, Tg5 e Studio Aperto la sanzione è di centomila euro ciascuno.
A pagare saranno le aziende. Il Pd, e non solo, ieri ha chiesto che la Rai si rifaccia con i direttori, in particolare con Augusto Minzolini, direttore del Tg1, perché la multa è stata data anche per la reiterazione dell’errore. E Minzolini sapeva bene di commetterlo. Se la Rai non si rifacesse sul direttore si potrebbe configurare dunque un danno per l’erario che la Corte dei Conti potrebbe essere chiamata a giudicare ai danni del consiglio di amministrazione e del direttore generale.

5. LA GRECIA SVENDE I GIOIELLI DI FAMIGLIA PER NON FALLIRE. LE BORSE PRENDONO UN BAGNO. L’ITALIA SUBISCE LA PERDITA PIU’ ALTA. TREMONTI FA FINTA DI NIENTE. MA DOPO LE ELEZIONI CI DIRA’ UNA STORIA DIVERSA.

La nota del mattino 24 maggio 2011

Atene accelera sulle privatizzazioni (vendendo anche il Pireo) e sull`austerity per sbloccare i nuovi aiuti internazionali necessari ad evitare il fallimento. Il premier George Papandreou ha presentato al Consiglio dei ministri il nuovo giro di vite concordato con la Ue, il Fondo monetario e la Banca centrale europea. Il pacchetto di misure vale circa 6 miliardi di euro.
Il piano messo a punto da Papandreou prevede la vendita in tempi molto stretti-forse già a finegiugno- del 17% della Ote (telecomunicazioni) per cui esiste un`opzione della Deutsche Telekom. All`asta a breve finiranno anche il porto del Pireo e quello di Salonicco oltre al 34% della Hellenic Postbank. Tutto questo per 6 miliardi di euro.
Memento: nei prossimi due anni la manovra annunciata da Tremonti vale almeno 40 miliardi di euro. Ieri intanto, i timori di una crisi sul debito europeo hanno però rimesso sotto pressione le Borse: Francoforte, Parigi e Londra hanno perso circa il 2%, mentre Milano, appesantita anche dallo stacco cedole e dall`effetto della bacchettata all’Italia di S&P, ha lasciato sul campo il 3,3%.

6. BARACK OBAMA CERCA DI SVEGLIARE L’EUROPA SU UN’INIZIATIVA COMUNE PER SOSTENERE IL RISVEGLIO DELLA SPONDA SUD DEL MEDITERRANEO.

La nota del mattino 24 maggio 2011

Da Il Corriere della Sera. “…il presidente non è in Europa per una semplice visita di cortesia.
Scommesse elettorali a parte, il suo tentativo è quello di agganciare gli alleati
più vecchi e fidati alle nuove sfide che impegnano l`America in varie aree del mondo.
Con gli europei consumati dai dissidi interni sulla gestione delle crisi finanziarie di
Grecia e Portogallo e dalle dispute sui profughi in fuga dal Nord Africa in fiamme, è toccato
ad Obama proporre un` idea di futuro ai popoli che cercano libertà dai dittatori e miseria…. una
specie di «piano Marshall» per il mondo arabo. Ma l`America non può fare tutto da sola,
soprattutto ora che è indebolita economicamente. Dalla Libia all`Afghanistan, l`esperienza
dimostra la perdurante centralità dell`alleanza transatlantica: «Non esiste
al mondo nessun altro catalizzatore dell`azione globale come l`impegno comune Usa-Europa. Il
presidente, quindi, è deciso a lavorare strettamente con gli europei per far avanzare la sua
agenda», ha detto con linguaggio sintetico e molto franco l`assistente
speciale di Obama per gli Affari europei, Liz Sherwood-Randall. Insomma, le potenze
emergenti crescono, ma per ora esercitano essenzialmente un ruolo di interdizione: indicare
la rotta resta un compito dell`America e dei suoi alleati. Obama, fino a qualche tempo
fa concentrato solo sull` emergenza economica interna (debito pubblico e occupazione),
nel 2011 ha dovuto alzare il suo profilo internazionale, spinto prima dalla (non prevista) ondata
di ribellioni nel mondo arabo, poi dall`eliminazione