COMUNICATO STAMPA DEL 24.11.2009
CROCIFISSO: Nessuno neghi un valore così importante della nostra cultura, ma nessuno se ne appropri “politicamente”
Abbiamo visto sul nostro territorio la raccolta di firme da parte della Lega Nord contro la discutibile sentenza della Corte di Strasburgo di eliminare il crocifisso da un’aula scolastica pubblica. Vogliamo ricordare che una rappresentanza di eurodeputati italiani hanno sottoscritto un’iniziativa politica a favore del diritto di esposizione nei luoghi pubblici del crocifisso o di altri simboli religiosi, consistente nella raccolta di firme per una 'dichiarazione scritta ' del Parlamento europeo, iniziativa sottoscritta e caldeggiata anche dal Partito Democratico in un’ottica bipartisan.
Se sarà firmata da almeno la metà più uno degli eurodeputati (369 su 736), la dichiarazione scritta assumerà lo stesso valore di una risoluzione approvata dalla Plenaria dell'Europarlamento, ente che si è dissociato e non ha avallato tale sentenza, vista la levata di scudi proveniente da più parti.
Il crocifisso è certamente un simbolo dell’identità italiana ed europea, e si ispira peraltro ad una pluralità di valori. Nessuno può pensare di poter eliminare un valore così profondamente radicato nella nostra cultura, additando il pretesto che sia un simbolo di parte, ignorando invece il fatto che il crocifisso rappresenta un simbolo di pace, di pietà e di accoglienza.
Il problema è che la Lega vorrebbe cancellare il crocifisso come simbolo vivo di una fede viva (i leghisti che a giorni alterni impugnano la spada delle Crociate e poi si dedicano ai riti pagani del dio Po e ai matrimoni celtici con inni a Odino, che sono contro i bambini rom e sono per i respingimenti indiscriminati).
Infatti, il crocifisso, prima ancora che dell’identità culturale di un popolo, è appunto simbolo di fede. Come detto dal Vescovo Antonio Mattiazzo della Diocesi di Padova, «Alcuni atti plateali, che segnalano un disagio di fronte a una sentenza che non tiene conto della storia e della cultura di un popolo, non sono però condivisibili dalla comunità cristiana. Il crocefisso non va strumentalizzato, né può essere usato in alcuna battaglia, né contro alcuna persona. La storia lo ha insegnato». Infine l'ultima chiosa, prosegue il Vescovo: «L'esposizione nei luoghi pubblici, ancora oggi, è memoriale di fede per coloro che credono, e riferimento etico e culturale per quanti, laicamente, in questo simbolo ritrovano quei valori universali che il Cristo crocefisso incarna, a favore di tutti e mai contro qualcuno».
Ci sembra che da parte della Lega tale iniziativa sia un po’ “tirare per la giacca” un simbolo di amore e accoglienza quale il crocifisso rappresenta da una parte, mentre dall’altra la Lega stessa predica e legifera l’intolleranza verso l’accoglienza, non considerando coerentemente la parabola del “buon samaritano”: al pari del crocifisso appeso, quella sì, simbolo dei valori di cui si è nutrita e si nutre la nostra civiltà europea nei momenti migliori. Ma la Lega preferisce difendere i simboli di legno a quelli in carne ed ossa. Non è possibile farlo se non svuotando il crocifisso radicalmente di significato, tradendolo nel modo peggiore, trasformandolo in un’arma di propaganda politica, in una spada per guadagnare qualche voto in più, nella sua esasperata ideologia “padanista”. Alla luce di questa bruciante contraddizione, convinti che la strategia della Lega sia quella di trasformare il crocifisso da simbolo di pace a simbolo di guerra, da momento di affratellamento a strumento di divisione, snaturandolo in modo eretico o comunque irreligioso, davvero affezionati ad esso, RIFIUTIAMO L’OPERAZIONE LEGHISTA.
“E’ lecito pagare il tributo a Cesare?” chiesero una volta a Gesù, ma era solo per incastrarlo, per farne un guerrigliero antiromano o un filogovernativo. Anche lui si rifiutò di cadere nella trappola, di farsi strumento di fazione, bandiera di una appartenenza, di una lotta in difesa di una identità, che ci piaccia o no. Il minimo che possiamo fare, nel rispetto del crocifisso, è seguire quell’esempio, cioè non strumentalizzare.
PARTITO DEMOCRATICO
CIRCOLO DI CARONNO PERTUSELLA
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giovedì 26 novembre 2009
venerdì 20 novembre 2009
"PROCESSO BREVE" RISPONDE IL PD VARESE
Conferenza stampa Venerdì 20/11/2009
Disegno di legge del Governo sui processi:
Disegno di legge del Governo sui processi:
terapia pessima per il malato giustizia
Vedere invece la Giustizia dal lato dei cittadini
- In Italia la giustizia è lentissima in ogni ambito (civile, penale, amministrativo), e questo crea un grave danno per i nostri cittadini e la nostra economia.
Nel Report 2009 del World Economic Forum sulla competitività mondiale alcuni degli elementi che penalizzano l’Italia sono l’inefficienza del sistema giustizia, la poca chiarezza del sistema di decisioni governative, la limitata difesa dei diritti dei piccoli azionisti ed un sistema burocratico troppo pesante e contraddittorio.
La confusione sul tema giustizia rende più difficile la vita dei cittadini e penalizza la nostra economia.
Anche il nostro territorio soffre della lentezza della giustizia: 978 gg. la durata media di un processo civile a Varese, 495 gg. di un processo del Tribunale penale collegiale a Busto Arsizio.
Il PD negli scorsi mesi aveva già approfondito il tema del funzionamento della Giustizia in Provincia di Varese, dato che l’impegno su questo settore deve essere continuativo.
- Per i processi penali, a tutela del cittadino esiste l’istituto della prescrizione, presente in ogni ordinamento giuridico occidentale: lo Stato non può più condannare decorsi un certo numero di anni dalla data di commissione del delitto.
Con il disegno di legge in questione si inserisce di fatto un doppione della prescrizione: si estingue il processo che duri in qualsiasi grado di giudizio più di due anni.
E’ evidente che il progetto di legge gioca, invece di risolverle, esclusivamente sulle inefficienze del sistema-giustizia italiano, che non è in grado allo stato attuale di garantire la celebrazione dei processi nei tempi richiesti dalla legge.
- Perché la legge proposta è iniqua:
1. crea una discriminazione insensata tra reati che devono essere giudicati “in fretta”, con il rischio che possano cadere in prescrizione, e reati che invece possono essere giudicati con tutta calma. Tra i primi, che il ddl del centrodestra considera a tutti gli effetti poco gravi ci sono: dalla corruzione semplice ed in atti giudiziari alla truffa semplice ed aggravata; dalle frodi comunitarie a quelle fiscali; dal falso in bilancio alla bancarotta; dalla ricettazione al traffico di rifiuti; dallo sfruttamento della prostituzione alla violenza privata; dalla calunnia e falsa testimonianza alle lesioni personali; dall’omicidio colposo per colpa medica all’aborto clandestino; dai maltrattamenti in famiglia all’incendio.
2. una volta entrata in vigore si applicherebbe ai processi in corso in primo grado, creando così una palese diversità di trattamento rispetto ai processi non ancora trattati e quelli in corso negli altri gradi di giudizio
3. il meccanismo vale solo per gli incensurati, e non per i recidivi: per esigenze di sicurezza dovrebbe tutt’al più valere la regola opposta
- Perché la legge è devastante per i cittadini:
1. paradossalmente, allungherebbe i tempi dei processi in corso, nel tentativo degli imputati di raggiungere il traguardo della prescrizione
2. con migliaia di processi saltati crea impunità e quindi genera insicurezza
3. le persone danneggiate dai reati per cui si stanno svolgendo processi (Parmalat, Cirio, Thyssen ed Eternit) che hanno avanzate richieste di risarcimento si troverebbero con un pugno di mosche in mano e non otterrebbero alcun risarcimento. Amplificando la distanza fra “poteri forti” e cittadini o piccoli azionisti.
4. per effetto dei processi saltati le persone danneggiate dovrebbero ripartire da capo proponendo delle cause civili che, tra l’altro intaserebbero di fascicoli le scrivanie (già intasate) dei giudici civili
- Per una giustizia più veloce occorrono più risorse, maggiore responsabilizzazione di tutti gli operatori (magistrati, avvocati, personale amministrativo), informatizzazione e riorganizzazione delle strutture. Il Ministro invece di proporre misure legislative ad hoc dovrebbe intervenire sul miglioramento delle risorse utilizzate, tanto che in Provincia di Varese i comuni anticipano i costi di funzionamento della struttura dei tribunali (ad esempio Varese 800.000 euro all’anno), costi che vengono poi coperti dal Ministero in ritardo ed in quantità inferiore.
Questo disegno di legge non va in nessuna di queste direzioni, ma ha unicamente lo scopo, neanche tanto malcelato, di assecondare e salvaguardare Berlusconi.
Dopo lo scudo fiscale quello penale.
Come tutte le leggi approvate dal centrodestra in materia di giustizia, in particolare quelle cosiddette ad personam (rogatorie, Cirami, falso in bilancio, ex-Cirielli) anche questa non solo non avrà alcun effetto positivo per il comune cittadino e per la giustizia, ma avrà anzi ricadute molto negative per tutta la collettività.
Per questi motivi il PD in Provincia di Varese promuoverà una serie di incontri per ragionare sugli investimenti da programmare, sugli interventi organizzativi e logistici, sulle modifiche legislative da apportare. Il PD vuole confrontarsi con le persone, forze sociali e politiche che intendono costruire un moderno ed efficace sistema della Giustizia.
Stefano Tosi
Segretario provinciale PD
Luca Carignola
Responsabile provinciale Giustizia PD
Vedere invece la Giustizia dal lato dei cittadini
- In Italia la giustizia è lentissima in ogni ambito (civile, penale, amministrativo), e questo crea un grave danno per i nostri cittadini e la nostra economia.
Nel Report 2009 del World Economic Forum sulla competitività mondiale alcuni degli elementi che penalizzano l’Italia sono l’inefficienza del sistema giustizia, la poca chiarezza del sistema di decisioni governative, la limitata difesa dei diritti dei piccoli azionisti ed un sistema burocratico troppo pesante e contraddittorio.
La confusione sul tema giustizia rende più difficile la vita dei cittadini e penalizza la nostra economia.
Anche il nostro territorio soffre della lentezza della giustizia: 978 gg. la durata media di un processo civile a Varese, 495 gg. di un processo del Tribunale penale collegiale a Busto Arsizio.
Il PD negli scorsi mesi aveva già approfondito il tema del funzionamento della Giustizia in Provincia di Varese, dato che l’impegno su questo settore deve essere continuativo.
- Per i processi penali, a tutela del cittadino esiste l’istituto della prescrizione, presente in ogni ordinamento giuridico occidentale: lo Stato non può più condannare decorsi un certo numero di anni dalla data di commissione del delitto.
Con il disegno di legge in questione si inserisce di fatto un doppione della prescrizione: si estingue il processo che duri in qualsiasi grado di giudizio più di due anni.
E’ evidente che il progetto di legge gioca, invece di risolverle, esclusivamente sulle inefficienze del sistema-giustizia italiano, che non è in grado allo stato attuale di garantire la celebrazione dei processi nei tempi richiesti dalla legge.
- Perché la legge proposta è iniqua:
1. crea una discriminazione insensata tra reati che devono essere giudicati “in fretta”, con il rischio che possano cadere in prescrizione, e reati che invece possono essere giudicati con tutta calma. Tra i primi, che il ddl del centrodestra considera a tutti gli effetti poco gravi ci sono: dalla corruzione semplice ed in atti giudiziari alla truffa semplice ed aggravata; dalle frodi comunitarie a quelle fiscali; dal falso in bilancio alla bancarotta; dalla ricettazione al traffico di rifiuti; dallo sfruttamento della prostituzione alla violenza privata; dalla calunnia e falsa testimonianza alle lesioni personali; dall’omicidio colposo per colpa medica all’aborto clandestino; dai maltrattamenti in famiglia all’incendio.
2. una volta entrata in vigore si applicherebbe ai processi in corso in primo grado, creando così una palese diversità di trattamento rispetto ai processi non ancora trattati e quelli in corso negli altri gradi di giudizio
3. il meccanismo vale solo per gli incensurati, e non per i recidivi: per esigenze di sicurezza dovrebbe tutt’al più valere la regola opposta
- Perché la legge è devastante per i cittadini:
1. paradossalmente, allungherebbe i tempi dei processi in corso, nel tentativo degli imputati di raggiungere il traguardo della prescrizione
2. con migliaia di processi saltati crea impunità e quindi genera insicurezza
3. le persone danneggiate dai reati per cui si stanno svolgendo processi (Parmalat, Cirio, Thyssen ed Eternit) che hanno avanzate richieste di risarcimento si troverebbero con un pugno di mosche in mano e non otterrebbero alcun risarcimento. Amplificando la distanza fra “poteri forti” e cittadini o piccoli azionisti.
4. per effetto dei processi saltati le persone danneggiate dovrebbero ripartire da capo proponendo delle cause civili che, tra l’altro intaserebbero di fascicoli le scrivanie (già intasate) dei giudici civili
- Per una giustizia più veloce occorrono più risorse, maggiore responsabilizzazione di tutti gli operatori (magistrati, avvocati, personale amministrativo), informatizzazione e riorganizzazione delle strutture. Il Ministro invece di proporre misure legislative ad hoc dovrebbe intervenire sul miglioramento delle risorse utilizzate, tanto che in Provincia di Varese i comuni anticipano i costi di funzionamento della struttura dei tribunali (ad esempio Varese 800.000 euro all’anno), costi che vengono poi coperti dal Ministero in ritardo ed in quantità inferiore.
Questo disegno di legge non va in nessuna di queste direzioni, ma ha unicamente lo scopo, neanche tanto malcelato, di assecondare e salvaguardare Berlusconi.
Dopo lo scudo fiscale quello penale.
Come tutte le leggi approvate dal centrodestra in materia di giustizia, in particolare quelle cosiddette ad personam (rogatorie, Cirami, falso in bilancio, ex-Cirielli) anche questa non solo non avrà alcun effetto positivo per il comune cittadino e per la giustizia, ma avrà anzi ricadute molto negative per tutta la collettività.
Per questi motivi il PD in Provincia di Varese promuoverà una serie di incontri per ragionare sugli investimenti da programmare, sugli interventi organizzativi e logistici, sulle modifiche legislative da apportare. Il PD vuole confrontarsi con le persone, forze sociali e politiche che intendono costruire un moderno ed efficace sistema della Giustizia.
Stefano Tosi
Segretario provinciale PD
Luca Carignola
Responsabile provinciale Giustizia PD
I COMUNI LOMBARDI SOFFOCANO
Il Governo vara la finanziaria e chiede ai Comuni – gli unici ad avere bilanci in attivo - un ulteriore risparmio di 1 miliardo e 400 milioni di euro. Siamo alla beffa. Perché i Comuni della nostra Regione aspettano ancora i trasferimenti statali per il mancato introito ICI: meno 160 milioni di euro per il 2009 e 60 milioni per l’anno passato. Contro la politica di Pdl e Lega che a parole sono federaliste e a fatti centraliste, il Partito democratico della Lombardia lancia una settimana di mobilitazione, dal 23 novembre. Una campagna in tutta la regione con 10mila manifesti, 50mila cartoline, banchetti nelle piazze e gazebo per chiedere risorse e servizi.
Sono infatti confermati i tagli al Fondo nazionale per le Politiche Sociali e fortemente ridimensionato il Fondo per le non autosufficienze, i cui soldi sono stati utilizzati per finanziare il mediocre esperimento della social card. Una scelta sbagliata, che insieme alle mancate promesse della giunta Formigoni, costringe i nostri amministratori locali a fare i salti mortali per far quadrare i piani di zona: basti pensare agli oltre 40 milioni di euro per i servizi ai disabili, l’assistenza domiciliare agli anziani, l’assistenza ai minori in difficoltà, l’aiuto a chi rimane senza lavoro e non ha diritto agli ammortizzatori sociali.
Il taglio ai trasferimenti statali si salda con le regole attuali del Patto di Stabilità che impedisce ai Comuni di programmare investimenti e la spesa per il sociale. Il PD lombardo lavora da tempo per l’allentamento di quelle regole restrittive e per l’applicazione del patto a livello regionale. Ciò contribuirebbe da una parte a velocizzare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni ai fornitori (spesso piccole imprese o artigiani che stanno subendo pesantemente la crisi), dall’altra di far partire alcune opere pubbliche che possono servire da volano per l’economia locale.
“I tagli della prossima Finanziaria dimostrano ancora una volta come lega e Pdl siano federalisti solo a parole – attacca il Segretario PD Lombardia Maurizio Martina – Il centralismo di questo governo sta letteralmente strozzando i nostri Comuni. Serve subito un’inversione di rotta”.
“Denunciamo con forza le scelte sbagliate del Governo – dice Alessandro Alfieri, responsabile Enti Locali del PD Lombardia - che mettono in difficoltà gli amministratori locali in una fase di crisi acuta e colpiscono nella loro vita di tutti i giorni le fasce più deboli e i lavoratori più esposti alla concorrenza”.
Milano, 19 novembre 2009
Sono infatti confermati i tagli al Fondo nazionale per le Politiche Sociali e fortemente ridimensionato il Fondo per le non autosufficienze, i cui soldi sono stati utilizzati per finanziare il mediocre esperimento della social card. Una scelta sbagliata, che insieme alle mancate promesse della giunta Formigoni, costringe i nostri amministratori locali a fare i salti mortali per far quadrare i piani di zona: basti pensare agli oltre 40 milioni di euro per i servizi ai disabili, l’assistenza domiciliare agli anziani, l’assistenza ai minori in difficoltà, l’aiuto a chi rimane senza lavoro e non ha diritto agli ammortizzatori sociali.
Il taglio ai trasferimenti statali si salda con le regole attuali del Patto di Stabilità che impedisce ai Comuni di programmare investimenti e la spesa per il sociale. Il PD lombardo lavora da tempo per l’allentamento di quelle regole restrittive e per l’applicazione del patto a livello regionale. Ciò contribuirebbe da una parte a velocizzare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni ai fornitori (spesso piccole imprese o artigiani che stanno subendo pesantemente la crisi), dall’altra di far partire alcune opere pubbliche che possono servire da volano per l’economia locale.
“I tagli della prossima Finanziaria dimostrano ancora una volta come lega e Pdl siano federalisti solo a parole – attacca il Segretario PD Lombardia Maurizio Martina – Il centralismo di questo governo sta letteralmente strozzando i nostri Comuni. Serve subito un’inversione di rotta”.
“Denunciamo con forza le scelte sbagliate del Governo – dice Alessandro Alfieri, responsabile Enti Locali del PD Lombardia - che mettono in difficoltà gli amministratori locali in una fase di crisi acuta e colpiscono nella loro vita di tutti i giorni le fasce più deboli e i lavoratori più esposti alla concorrenza”.
Milano, 19 novembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
DIAMO UNA SCOSSA DEMOCRATICA
Il limite della decenza è stato superato. Il disegno di legge sul cosiddetto"processo breve" è l'ennesimo colpo alla democrazia inferto da un governo che non ha nessuna intenzione di risolvere, attraverso una vera riforma, il problema del funzionamento della giustizia, ma vuole solo occuparsi delle vicende giudiziarie di una sola persona, il presidente del Consiglio, mettendo a repentaglio la vita democratica, il funzionamento delle istituzioni e lo Stato di diritto. Se fosse approvato il testo porterebbe di fatto a un'amnistia per tutti gli accusati di corruzione, concussione, truffa fiscale: per salvare Berlusconi, liberi tutti!!
Gli italiani onesti non vogliono e non possono piu' assistere a questo scempio.
Per questo invitiamo i cittadini di Milano a dare, da questa città, una grande scossa democratica che smuova il Paese.
Sabato 21 novembre alle ore 15.00 saremo in piazza San Babila per manifestare la nostra indignazione e per dire NO all'uso distorto e antidemocratico delle istituzioni, all'amnistia per corrotti ed evasori.
Il circolo PD di Uboldo invita tutti i suoi iscritti e simpatizzanti a partecipare numerosi a questa iniziativa democratica.
Gli italiani onesti non vogliono e non possono piu' assistere a questo scempio.
Per questo invitiamo i cittadini di Milano a dare, da questa città, una grande scossa democratica che smuova il Paese.
Sabato 21 novembre alle ore 15.00 saremo in piazza San Babila per manifestare la nostra indignazione e per dire NO all'uso distorto e antidemocratico delle istituzioni, all'amnistia per corrotti ed evasori.
Il circolo PD di Uboldo invita tutti i suoi iscritti e simpatizzanti a partecipare numerosi a questa iniziativa democratica.
LA PAURA DEI MEDICI «SPIA»
Dopo il pacchetto sicurezza varato nel mese di Luglio c.a ecco le preoccupazioni :
«Lo straniero si cura meno, perché si è diffusa la paura di presentarsi negli ospedali e negli ambulatori, in particolare quelli pubblici. Purtroppo anche le patologie gravi ora vengono trascurate». Lo affermano i medici del Naga (www.naga.it), associazione di volontariato milanese. Se per i dati statistici occorre aspettare qualche mese, la percezione, tuttavia, è chiara: la minaccia di una possibile denuncia da parte del personale sanitario scoraggia molti immigrati dall'andare dal medico, con gravi conseguenze per sé e per le persone vicine.
La Costituzione (art. 32) afferma che «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo» - non del cittadino. Per questo la legge del 1998 prevede che cure mediche urgenti ed essenziali siano date anche agli stranieri non iscritti al Sistema sanitario nazionale. Nei mesi scorsi, la maggioranza di governo ha cercato di scardinare questo principio chiedendo di togliere il divieto per il personale sanitario di segnalare il paziente straniero non in regola con le norme di soggiorno. La proposta, approvata al Senato, si è fermata alla Camera. Tuttavia, il successivo «pacchetto sicurezza» (legge n. 94 del 15 luglio 2009), introducendo il reato di clandestinità, mantiene un clima di diffidenza e incertezza.
«Lo straniero si cura meno, perché si è diffusa la paura di presentarsi negli ospedali e negli ambulatori, in particolare quelli pubblici. Purtroppo anche le patologie gravi ora vengono trascurate». Lo affermano i medici del Naga (www.naga.it), associazione di volontariato milanese. Se per i dati statistici occorre aspettare qualche mese, la percezione, tuttavia, è chiara: la minaccia di una possibile denuncia da parte del personale sanitario scoraggia molti immigrati dall'andare dal medico, con gravi conseguenze per sé e per le persone vicine.
La Costituzione (art. 32) afferma che «la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo» - non del cittadino. Per questo la legge del 1998 prevede che cure mediche urgenti ed essenziali siano date anche agli stranieri non iscritti al Sistema sanitario nazionale. Nei mesi scorsi, la maggioranza di governo ha cercato di scardinare questo principio chiedendo di togliere il divieto per il personale sanitario di segnalare il paziente straniero non in regola con le norme di soggiorno. La proposta, approvata al Senato, si è fermata alla Camera. Tuttavia, il successivo «pacchetto sicurezza» (legge n. 94 del 15 luglio 2009), introducendo il reato di clandestinità, mantiene un clima di diffidenza e incertezza.
martedì 17 novembre 2009
STANNO PRIVATIZZANDO L'ACQUA IN ITALIA
facciamo sentire la ns.voce!
Entro martedì 24 novembre il decreto del Governo che privatizza l'acqua in ITALIA
potrebbe diventare legge.
L´acqua è sacra, l´acqua è vita, l´acqua è un diritto fondamentale umano.
E così il Senato vota la privatizzazione dell´acqua, bene supremo oggi insieme all´aria!
E´ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E´ il trionfo del Mercato, del profitto. E´ la fine della democrazia.
"Se la Camera dei Deputati ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell´acqua non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni
Per questo dobbiamo denunciare con forza: il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d´Italia. "Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione - scrivonoMolinare e Lembo del Contratto Mondiale dell´Acqua.
I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia."
Padre Alex Zanotelli
Non rimaniamo inerti: sottoscriviamo la petizione CAMPAGNA NAZIONALE "SALVA L'ACQUA" - IL GOVERNO PRIVATIZZA L´ ACQUA ! Per firmare andare al link>http://www.petizionionline>it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/1>3>>...e bombardiamo i deputati con le mail Venerdì 13, Lunedì 16 e Martedì 17 Novembre mail bombing su tutti i Deputati>http://www.acquabenecomune.org/>
venerdì 6 novembre 2009
MOZIONE PD REGIONALE " FRONTALERI"
Si pubblica la mozione presentata in Consiglio Regionale dai consiglieri regionali Stefano Tosi, Luca Gaffuri e Carlo Spreafico del PD sul problema dei giorni d'oggi " i Frontalieri"
Premesso che
Sono decina di migliaia i lavoratori frontalieri della provincia di Varese, Como, Lecco e Sondrio, che ogni giorno, varcano il confine per prestare la propria opera nelle attività produttive della vicina Svizzera;
Il numero dei frontalieri è destinato ad accrescersi per effetto della mobilità occupazionale e delle disposizioni di legge che regolano l’accesso al mercato del lavoro elvetico, frutto degli accordi bilaterali stipulati con l’Unione Europea e conseguente introduzione della libera circolazione delle persone e delle facilitazioni in materia di permessi di residenza. Tutto ciò esige una rinnovata considerazione da parte del Governo italiano sul nuovo status dei lavoratori frontalieri in termini d’informazione a proposito delle questioni fiscali;
le lavoratrici ed i lavoratori frontalieri occupati in Svizzera ai sensi dell’art. 1 dell’Accordo tra Italia e Svizzera del 3 ottobre 1974 (Accordo tra la Svizzera e l’Italia relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine), sono soggetti – per quanto riguarda salari, stipendi ed altri elementi facenti parte della remunerazione che ricevono in corrispettivo di una attività dipendente – all’imposizione fiscale soltanto in Svizzera;
una parte di circa il 40% del gettito fiscale proveniente dalla summenzionata imposizione, ai sensi degli art. 2, 3 e 4 dello stesso Accordo, viene retrocessa ogni anno al Ministero del Tesoro Italiano quale compensazione finanziaria per le spese sostenute dai Comuni italiani in confine;
i lavoratori e le lavoratrici frontalieri occupati in Svizzera hanno denunciato nei giorni scorsi il timore che con l’applicazione del provvedimento sullo scudo fiscale varato dal Governo Italiano si troveranno a dover ottemperare alle disposizioni del monitoraggio fiscale e dello stesso scudo;
accanto alla questione dei frontalieri in attività lavorativa, vi è quella, altrettanto preoccupante, degli ex-emigrati rientrati in Italia, iscritti in precedenza all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE). L’Agenzia delle entrate, nell’ambito dell’azione di contrasto agli illeciti finanziari internazionali, ha inviato comunicazioni a contribuenti che negli ultimi cinque anni sono stati scritti all’AIRE. Il questionario allegato alla comunicazione, oltre a richiamare alcuni specifici obblighi dichiarativi, reca le sanzioni previste in caso d’inosservanza. Al riguardo, occorre distinguere tra chi ha preso la residenza fittizia nei paradisi fiscali per evadere il fisco echi all’estero, nel nostro caso in Svizzera, ci è andato per lavorare. L’Agenzia delle Entrate, per altro, ha posto una scadenza di 30 giorni per la restituzione dei questionari, un termine strettissimo per una direttiva diramata all’improvviso.
Il Consiglio chiede alla Giunta e all’Assessore competente di intervenire affinché il Governo nazionale, con urgenza, si impegni a riconoscere ai cittadini italiani suddetti l’esonero dello scudo fiscale e dal monitoraggio fiscale, come già accaduto in altre situazioni similari, contribuendo in tal modo a riportare anche la dovuta serenità nei rapporti con i Cantoni svizzeri in cui operano i nostri concittadini.
Milano, 29 ottobre 2009
MOZIONE URGENTE
AL CONSIGLIO REGIONALE
Premesso che
Sono decina di migliaia i lavoratori frontalieri della provincia di Varese, Como, Lecco e Sondrio, che ogni giorno, varcano il confine per prestare la propria opera nelle attività produttive della vicina Svizzera;
Il numero dei frontalieri è destinato ad accrescersi per effetto della mobilità occupazionale e delle disposizioni di legge che regolano l’accesso al mercato del lavoro elvetico, frutto degli accordi bilaterali stipulati con l’Unione Europea e conseguente introduzione della libera circolazione delle persone e delle facilitazioni in materia di permessi di residenza. Tutto ciò esige una rinnovata considerazione da parte del Governo italiano sul nuovo status dei lavoratori frontalieri in termini d’informazione a proposito delle questioni fiscali;
le lavoratrici ed i lavoratori frontalieri occupati in Svizzera ai sensi dell’art. 1 dell’Accordo tra Italia e Svizzera del 3 ottobre 1974 (Accordo tra la Svizzera e l’Italia relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine), sono soggetti – per quanto riguarda salari, stipendi ed altri elementi facenti parte della remunerazione che ricevono in corrispettivo di una attività dipendente – all’imposizione fiscale soltanto in Svizzera;
una parte di circa il 40% del gettito fiscale proveniente dalla summenzionata imposizione, ai sensi degli art. 2, 3 e 4 dello stesso Accordo, viene retrocessa ogni anno al Ministero del Tesoro Italiano quale compensazione finanziaria per le spese sostenute dai Comuni italiani in confine;
i lavoratori e le lavoratrici frontalieri occupati in Svizzera hanno denunciato nei giorni scorsi il timore che con l’applicazione del provvedimento sullo scudo fiscale varato dal Governo Italiano si troveranno a dover ottemperare alle disposizioni del monitoraggio fiscale e dello stesso scudo;
accanto alla questione dei frontalieri in attività lavorativa, vi è quella, altrettanto preoccupante, degli ex-emigrati rientrati in Italia, iscritti in precedenza all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE). L’Agenzia delle entrate, nell’ambito dell’azione di contrasto agli illeciti finanziari internazionali, ha inviato comunicazioni a contribuenti che negli ultimi cinque anni sono stati scritti all’AIRE. Il questionario allegato alla comunicazione, oltre a richiamare alcuni specifici obblighi dichiarativi, reca le sanzioni previste in caso d’inosservanza. Al riguardo, occorre distinguere tra chi ha preso la residenza fittizia nei paradisi fiscali per evadere il fisco echi all’estero, nel nostro caso in Svizzera, ci è andato per lavorare. L’Agenzia delle Entrate, per altro, ha posto una scadenza di 30 giorni per la restituzione dei questionari, un termine strettissimo per una direttiva diramata all’improvviso.
Il Consiglio chiede alla Giunta e all’Assessore competente di intervenire affinché il Governo nazionale, con urgenza, si impegni a riconoscere ai cittadini italiani suddetti l’esonero dello scudo fiscale e dal monitoraggio fiscale, come già accaduto in altre situazioni similari, contribuendo in tal modo a riportare anche la dovuta serenità nei rapporti con i Cantoni svizzeri in cui operano i nostri concittadini.
Milano, 29 ottobre 2009
giovedì 5 novembre 2009
La Lega e le allegre comari di Windsor
«La diatriba sorta fra Maroni e Bossi – con un richiamo all'ordine di quest'ultimo che sa tanto di pugno di ferro nascosto in un paternalistico guanto di velluto – non deve sorprendere», ha affermato il senatore del Partito democratico Paolo Rossi, che prosegue: «Si tratti o no di un abile colpo di teatro volto a far cassa, poco importa: come PD siamo alternativi alla Lega, la sicurezza è un problema serio e le ronde, passata l'iniziale euforia, hanno messo a nudo la vacuità delle dichiarazioni d'intenti e una politica in cui cresce la propaganda di facciata a scapito del dibattito parlamentare e di un confronto proficuo. L'insoddisfazione e le manifestazioni di protesta promosse dai sindacati di Polizia evidenziano la fragilità critica della situazione in atto e l'inadeguatezza dei provvedimenti fino a ora messi in campo».
«In buona sostanza il ministro Maroni» – conclude il senatore Rossi – «non sta facendo altro che avallare le posizioni nel merito che da tempo il centrosinistra (e, in particolare il Partito democratico) ha assunto. La realtà è che la soluzione della crisi, ognora evocata, è ancora lontana: occorre che al più presto siano stanziati fondi per la sicurezza dei cittadini, ma anche – e se n'è fatto parzialmente interprete il presidente della Camera Gianfranco Fini – che si dia spazio a una vera politica di integrazione sul medio e lungo termine, che rimane l'unica polizza di assicurazione che possiamo stipulare per il nostro futuro e per un contrasto efficace della criminalità in una società che cambia».
«Il centrodestra dovrebbe vincere le contraddizioni al suo interno, fare maggiore chiarezza su cosa intende fare» – aggiunge da ultimo Rossi – «e dichiarare apertamente qual è il suo vero volto e la strada che intende percorrere».
Comunicato del Sen. Paolo Rossi
«In buona sostanza il ministro Maroni» – conclude il senatore Rossi – «non sta facendo altro che avallare le posizioni nel merito che da tempo il centrosinistra (e, in particolare il Partito democratico) ha assunto. La realtà è che la soluzione della crisi, ognora evocata, è ancora lontana: occorre che al più presto siano stanziati fondi per la sicurezza dei cittadini, ma anche – e se n'è fatto parzialmente interprete il presidente della Camera Gianfranco Fini – che si dia spazio a una vera politica di integrazione sul medio e lungo termine, che rimane l'unica polizza di assicurazione che possiamo stipulare per il nostro futuro e per un contrasto efficace della criminalità in una società che cambia».
«Il centrodestra dovrebbe vincere le contraddizioni al suo interno, fare maggiore chiarezza su cosa intende fare» – aggiunge da ultimo Rossi – «e dichiarare apertamente qual è il suo vero volto e la strada che intende percorrere».
Comunicato del Sen. Paolo Rossi
martedì 3 novembre 2009
IL P.G.T. CHE VOGLIAMO
IL PD PER UBOLDO CHIEDE UNA POLITICA PER IL TERRITORIO CHE RISPONDA AI VERI BISOGNI DEI CITTADINI: CASA, LAVORO, AMBIENTE PULITO, SERVIZI ADEGUATI,IN SINTESI “MASSIMA QUALITA’ DELLA VITA”
E’ stato avviato il procedimento per la variante al P.G.T. che in questa prima fase “conoscitiva” consiste nella raccolta di suggerimenti e proposte che, in carta libera, i cittadini e le associazioni possono presentare fino al 31 dicembre.
Il Partito Democratico, circolo di Uboldo, ritiene che questo strumento urbanistico, importantissimo per la vita della comunità, abbia bisogno di una attenta manutenzione.
Come prima cosa, occorre prendere atto della viabilità sovra comunale, svincolo di Saronno sud e varesina bis, opere ormai in fase esecutiva che impatteranno in modo pesantissimo il nostro territorio con l’aggravante di avere tempi di realizzazione sensibilmente diversi.
Il Documento di Piano, secondo noi, dovrà contenere tutte le strategie indispensabili per metabolizzare questi massicci interventi, cercando di minimizzarne i danni e di puntare sulle opportunità positive, come,ad esempio, la riqualificazione della via 4 novembre, una volta alleggerita dal traffico pesante di attraversamento.
La nuova via 4 novembre, restituita alla cittadinanza, diverrà il nuovo centro delle attività sociali oltre che commerciali, il cuore pulsante della vita uboldese. Di conseguenza cambieranno le destinazioni funzionali, la dislocazione di parcheggi e servizi, con tutte le ripercussioni a cascata che ne deriveranno e che dovranno essere recepite dal Piano dei servizi e da quello delle Regole.
Secondo tema è quello delle regole. Molti commentatori hanno osservato che il Piano ne contiene molte. Questo aspetto può essere vero, ma occorre considerare che le regole si traducono in indici e parametri che funzionano come dei rubinetti da aprire o chiudere a seconda dei risultati che si vuole ottenere. Secondo noi, la variante al P.G.T. può essere un’opportunità per dosare l’edificazione nella quantità sufficiente, sostanzialmente pari a quella prevista in origine dal Piano, tarandola su un livello di qualità accettabile e rendendola maggiormente accessibile a tutte le categorie e a tutte le famiglie, tenuto anche conto del fenomeno dell’immigrazione. Va da sè che, se vogliamo questo, alcuni freni vanno rimossi e alcuni incentivi sono da incrementare.
Del resto il PGT non è uno strumento rigido come il vecchio Piano Regolatore, ma è flessibile, potendo essere modificato in qualsiasi momento, a condizione di non perdere mai di vista la coerenza tra le sue parti per evitare effetti perversi che stravolgano la filosofia del Piano stesso.
Ad esempio, la politica nazionale del “piano casa”, recepita dalla Regione Lombardia, che si muove in direzione anticiclica, come pure la legge che prevede il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti, devono essere recepite nel PGT. Basti pensare alla possibilità della monetizzazione dei parcheggi che, se non regolamentata al meglio, produrrà la paralisi del centro, se invece guidata intelligentemente sarà una opportunità per la cura dei mali collegati al traffico.
Altro elemento che si impone con forza è la qualità delle costruzioni dal punto di vista non solo paesaggistico, architettonico e morfologico, ma anche da quello del risparmio energetico, dell’uso di materiali ecologici, delle norme antisismiche, del superamento delle barriere architettoniche.
Ultimo aspetto, da sempre caro alla nostra parte politica, è quello dell’ edilizia convenzionata che può mettere a disposizione il bene-casa anche per le persone meno abbienti, per gli anziani soli e per le giovani coppie, tutte oggi impossibilitate ad accedervi.
Altri temi sui quali torneremo: realizzare un'equilibrata saldatura tra il centro storico e la periferia, perequazione degli indici di costruzione, controllo della rendita fondiaria, predisposizione di servizi oggi pressoché assenti nelle zone residenziali esterne, edilizia scolastica, piano commerciale, fruizione del verde, parco agricolo - forestale, politiche per il tempo libero. Sono tutti argomenti che contribuiscono a creare un paese/città a misura d’uomo.
Ci auguriamo che queste proposte siano prese in considerazione dall’attuale Amministrazione Comunale nell’interesse di Uboldo, del suo territorio e dei suoi abitanti attuali e futuri, per una migliore qualità della vita
Il Partito Democratico, circolo di Uboldo, ritiene che questo strumento urbanistico, importantissimo per la vita della comunità, abbia bisogno di una attenta manutenzione.
Come prima cosa, occorre prendere atto della viabilità sovra comunale, svincolo di Saronno sud e varesina bis, opere ormai in fase esecutiva che impatteranno in modo pesantissimo il nostro territorio con l’aggravante di avere tempi di realizzazione sensibilmente diversi.
Il Documento di Piano, secondo noi, dovrà contenere tutte le strategie indispensabili per metabolizzare questi massicci interventi, cercando di minimizzarne i danni e di puntare sulle opportunità positive, come,ad esempio, la riqualificazione della via 4 novembre, una volta alleggerita dal traffico pesante di attraversamento.
La nuova via 4 novembre, restituita alla cittadinanza, diverrà il nuovo centro delle attività sociali oltre che commerciali, il cuore pulsante della vita uboldese. Di conseguenza cambieranno le destinazioni funzionali, la dislocazione di parcheggi e servizi, con tutte le ripercussioni a cascata che ne deriveranno e che dovranno essere recepite dal Piano dei servizi e da quello delle Regole.
Secondo tema è quello delle regole. Molti commentatori hanno osservato che il Piano ne contiene molte. Questo aspetto può essere vero, ma occorre considerare che le regole si traducono in indici e parametri che funzionano come dei rubinetti da aprire o chiudere a seconda dei risultati che si vuole ottenere. Secondo noi, la variante al P.G.T. può essere un’opportunità per dosare l’edificazione nella quantità sufficiente, sostanzialmente pari a quella prevista in origine dal Piano, tarandola su un livello di qualità accettabile e rendendola maggiormente accessibile a tutte le categorie e a tutte le famiglie, tenuto anche conto del fenomeno dell’immigrazione. Va da sè che, se vogliamo questo, alcuni freni vanno rimossi e alcuni incentivi sono da incrementare.
Del resto il PGT non è uno strumento rigido come il vecchio Piano Regolatore, ma è flessibile, potendo essere modificato in qualsiasi momento, a condizione di non perdere mai di vista la coerenza tra le sue parti per evitare effetti perversi che stravolgano la filosofia del Piano stesso.
Ad esempio, la politica nazionale del “piano casa”, recepita dalla Regione Lombardia, che si muove in direzione anticiclica, come pure la legge che prevede il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti, devono essere recepite nel PGT. Basti pensare alla possibilità della monetizzazione dei parcheggi che, se non regolamentata al meglio, produrrà la paralisi del centro, se invece guidata intelligentemente sarà una opportunità per la cura dei mali collegati al traffico.
Altro elemento che si impone con forza è la qualità delle costruzioni dal punto di vista non solo paesaggistico, architettonico e morfologico, ma anche da quello del risparmio energetico, dell’uso di materiali ecologici, delle norme antisismiche, del superamento delle barriere architettoniche.
Ultimo aspetto, da sempre caro alla nostra parte politica, è quello dell’ edilizia convenzionata che può mettere a disposizione il bene-casa anche per le persone meno abbienti, per gli anziani soli e per le giovani coppie, tutte oggi impossibilitate ad accedervi.
Altri temi sui quali torneremo: realizzare un'equilibrata saldatura tra il centro storico e la periferia, perequazione degli indici di costruzione, controllo della rendita fondiaria, predisposizione di servizi oggi pressoché assenti nelle zone residenziali esterne, edilizia scolastica, piano commerciale, fruizione del verde, parco agricolo - forestale, politiche per il tempo libero. Sono tutti argomenti che contribuiscono a creare un paese/città a misura d’uomo.
Ci auguriamo che queste proposte siano prese in considerazione dall’attuale Amministrazione Comunale nell’interesse di Uboldo, del suo territorio e dei suoi abitanti attuali e futuri, per una migliore qualità della vita
Il Circolo PD di Uboldo
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