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domenica 3 aprile 2011

P.I.I. "ex Barzago" - Le osservazioni congiunte di PD e SEL

Quì di seguito vi riportiamo il testo integrale delle osservazioni depositate in Comune al Piano Integrato d'Intervento dell'area denominata "ex Barzago". Le stesse sono state firmate congiuntamente dai circoli di Uboldo del Partito Democratico e di Sinistra Ecologia e libertà.



OSSERVAZIONI ALL’ADOZIONE DEL PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO DENOMITO “AREA EX BARZAGO” IN COMUNE DI UBOLDO - VIA IV NOVEMBRE - IN VARIANTE AL PIANO DELLE REGOLE DEL VIGENTE PGT, AI SENSI DELL’ART. 92, COMMA 8 L.R. N. 12/2005, PRESENTATO DALLA SOCIETA’ MERIDIANA S.R.L.

Il Circolo del Partito Democratico di Uboldo con sede in Via Brolo n. 2 - 21040 Uboldo (VA) ed il Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Uboldo con sede in Via Magenta n. 18 – 21040 Uboldo (VA)

Visto:

l’avviso di deposito del P.I.I. “ ex Area Barzago” avvenuto in data 22/02/2011 in variante al Piano delle Regole del vigente PGT

Premesso che:

·        Il PGT Vigente di Uboldo approvato solo con delibera di Consiglio Comunale n. 3 del 19/01/2007 – strumento di pianificazione urbanistica recentissimo e non quindi risalente ad un epoca remota e pertanto carente di valutazione su eventuali scenari non noti al pianificatore e che il tempo può far emergere, contiene tutte le indicazioni necessario per lo sviluppo e per la crescita di tutte le attività umane ammissibili entro i confini del territorio comunale, non solo di tipo edilizio, ma anche relativamente alle attività primarie (agricoltura), secondarie (industria e artigianato) e terziarie (commercio e servizi).
·        Il PGT vigente ha tra le proprie finalità anche quella di cercare di dare ordine alle attività programmando le aree di possibile sviluppo residenziale e cercando, il più possibile di concentrare le attività industriali nelle zone industriali, evitando così la proliferazione di troppi ambiti industria in zone non adatte, ma soprattutto proteggendo il commercio locale dalla grande distribuzione che ormai da anni si e sviluppata in tutto il circondario di UBOLDO (ESSELUNGA - AUCHAN ectt.).
·        A tal fine nel PGT sono state previste una serie di Aree di Trasformazione, ovvero quelle aree dove si è inteso progettare la crescita della città.
·        Tali aree di trasformazione sono state  destinate in alcuni casi alla residenza, altre alla produzione, tra queste grande rilevanza hanno l’ex area Lazzaroni e l’area ex Cava Fusi, oltre all’area Luve-Sicad e l’Area ADR.
·        L’area Ex Barzago come altri lotti sono stati definiti ambiti impropri” tutti eredità di una non buona programmazione del territorio avvenuta nel passato e che con il PGT si intende correggere anche al fine di poter costruire una urbanizzazione di Uboldo più ordinata ed armoniosa.
·        Nulla da obbiettare sulla scelta di recuperare l’esistente al fine di non consumare ulteriore territorio vergine, nulla da obbiettare sulla collaborazione che l’Ente Pubblico può intraprendere con l’operatore privato e nulla da obbiettare sulla decisione di richiedere all’operatore la realizzazione di un’opera pubblica a scomputo degli oneri di urbanizzazione.
·        L’obiezione sorge però se l’area da recuperare non è un area qualsiasi ma una area definita “impropria” e che anziché essere convertita nell’ambito proprio nel quale essa è collocata permane ad essere un neo che reitera oggi gli errori del passato.
·        L’obbiezione sorge se l’opera pubblica che si richiede in cambio della concessione del PII è una palestra che avrebbe potuto già essere presente ed operante a pieno regime. La palestra scolastica era, infatti, totalmente finanziata, appaltata e cantierata. La scelta, palesemente avventata, di Codesta Amministrazione Comunale di far sospendere i lavori di costruzione della palestra ha così creato, di fatto, i presupposti per individuare una pronta contropartita all’attuatore del PII.
·        Realizzare, quindi, un PII modificandone la destinazione da ambito improprio a edificabile, pur con la contropartita dell’edificazione della palestra da parte del privato a scomputo degli oneri, fa si che nel prossimo futuro altri lotti di terreno circostanti potranno essere trasformati stravolgendo così le strategie di Piano. Ancora più GRAVE e PERICOLOSO è il precedente amministrativo che con tale scelta si sta creando e che autorizzerà chiunque sia proprietario di un lotto di fatto produttivo, ma in ambito improprio, a PRETENDERE dall’Amministrazione Comunale la concessione di un Piano Integrato di Intervento con motivazioni e contropartite che non saranno la palestra, e che potranno anche essere assai più futili.
·        Questa scelta comporta, quindi, una valutazione non facile con riguardo ai costi sociali per la comunità, una valutazione che l’Amministrazione dovrebbe sempre anteporre alle proprie scelte. Inoltre, il precedente amministrativo che si viene a creare potrà portare domani a situazioni nelle quali si potrebbero venire a creare disparità tra gli stessi cittadini.
·        Se poi si aggiunge l’atteggiamento di fatto sempre passivo ed accondiscendente delle amministrazioni comunali e degli uffici tecnici nei riguardi degli operatori, derivante dalle sempre maggiori difficoltà nel rispettare il fatidico “Patto di Stabilità”, si potrà comprendere come il caso Barzago può diventare il grimaldello con il quale scardinare tutte le previsioni di PGT.
·        L’aver individuato l’area ex Barzago come “produttiva impropria” significa che il pianificatore riconosceva a quel comparto una persistente vocazione agricola e tale visione risulta chiaramente espressa nel Documento di Piano. Una variante così puntuale necessita di un’ampia motivazione che deve essere disciplinata prima di tutto da una puntuale Variante al Documento di Piano.

Tutto ciò premesso, con riguardo alla deliberazione di Consiglio Comunale n. 2 del 28/01/2011 ad oggetto “approvazione PII denominato Ex Barzago ecc.”, si osserva che:

1)  Per prima cosa preghiamo l’Amministrazione Comunale di verificare attentamente l’iter amministrativo seguito nella realizzazione del PII, posta l’insolita procedura che prevedendo prima il convenzionamento dell’opera pubblica offerta in contropartita “ingessa” di fatto ogni possibilità all’Amministrazione Comunale di operare delle serene valutazioni sul progetto presentato in data 20.01.11 (approvato il 28.01.11 dal Consiglio Comunale!);
2)  Con riferimento al punto 6 delle premesse della Delibera C.C. n° 2/2011, nel quale è precisato che in data 17/05/2010 è stata stipulata la convenzione per la realizzazione anticipata delle opere inerenti la nuova palestra, ci si domanda: ma com’è possibile aver stipulato una convenzione collegata ad un PII non ancora ne adottato e neppure approvato e per giunta definitivamente depositato per la sua adozione in data 20/01/2011, ben sette mesi dopo la stipula???????;
3)  Tenuto conto che la Meridiana eseguirà la Palestra, se il PII verrà eseguito così com’è sino al solo concorso della spesa €. 1.114.910,00, se il P.I.I. non venisse approvato o venisse ridimensionato, chi provvederà a pagare la palestra di cui i lavori sono già stati avviati????;
4)  al punto 10 delle premesse della Delibera C.C. n° 2/2011, dove si comunica che il Responsabile dell’Area – Edilizia Privata ed Urbanistica in data 20/09/2010 ha richiesto alla competente Sovrintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici di esprimere il suo parere, ci si domanda come è possibile richiedere un parere su una pratica che definitivamente è stata depositata ed integrata il 20/01/2011, ossia 4 mesi dopo l’invio alla Sovrintendenza?????
5)  Per quanto riguarda gli importi dei "costi presunti" e dei "ricavi", con esclusione di quelli riguardanti gli oneri di urbanizzazione, si resta perplessi in merito alla loro coerenza in quanto, in generale, non sono desunti da una perizia estimativa ma vengono semplicemente indicati degli importi generali complessivi. Le voci di riferimento e i relativi importi sono troppo generici e non permettono una attenta valutazione. In particolare ci si chiede come possa essere utilizzato un importo per la monetizzazione delle aree a standard (70,00 €/mq ) determinato dal rapporto tra la differenza dell'importo totale dei "ricavi" e quello dei "costi presunti" e la superficie a disposizione quando, l'importo medesimo delle opere di monetizzazione, viene già ricompreso nei "costi presunti" oggetto del calcolo.
6)  Essendo già in corso la realizzazione della palestra si presume che da parte del soggetto attuatore sia stata effettuata la gara per l'aggiudicazione dei lavori. L'importo relativo al ribasso d'asta come verrà utilizzato? Sarà corrisposto al Comune? Verranno realizzate ulteriori opere riguardanti la palestra o altro ancora?
7)  L'aspetto architettonico dell'immobile che sarà realizzato sull'area "ex Barzago" lascia intravedere la possibilità di ottenere ulteriori superfici coperte nella parte prospiciente le unità artigianali. Considerato con quale facilità è stato modificato il Piano delle Regole, consentendo l'edificazione di unità produttive di tipo artigianale e attività commerciali, tutto questo lascia aperta ogni fattibilità di possibili ampliamenti con incrementi di superfici, nonché la conversione di quelle esistenti: per esempio da attività artigianale ad attività commerciale. Tutto questo a discapito dei negozi del paese!
Uboldo, lì 29/03/2011

Circolo PD di Uboldo                     Circolo SEL di Uboldo
      Il Segretario                                  Il Segretario
Michelle Teresa Beretta                     Renato Nazeri

venerdì 1 aprile 2011

L'ACQUA E I PARCHI DI VARESE CHIEDONO AIUTO!

CODICE ETICO

Milano, 28 marzo 2011

Ai Segretari Provinciali
Ai Portavoce di circolo


I tanti fatti che hanno visto coinvolte diverse Amministrazioni lombarde hanno reso evidente il livello profondo di infiltrazione della criminalità organizzata anche nei nostri territori.
Tutto questo rivela la necessità di una lotta costante e concreta alle mafie, e in questo campo prioritario siamo chiamati a fare la nostra parte di lavoro da subito.
Mi rivolgo in particolare a quelle federazioni provinciali e a quei circoli in cui si stanno definendo le liste per le prossime elezioni amministrative di metà maggio.
Chiedo a tutti di operare seguendo le indicazioni del Codice Etico del Pd e del Codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia (entrambi i testi sono consultabili su www.pdlombardia.it e sono allegati alla presente).
Tutti i Circoli e le Federazioni provinciali lombarde devono essere impegnate per lo scrupoloso rispetto delle indicazioni e delle regole che ci siamo dati intensificando anche la nostra campagna di mobilitazione per la legalità e contro le mafie.
Segnalo anche che il Pd Lombardo, al pari di quanto già accaduto con le elezioni politiche scorse, trasmetterà gli elenchi completi dei nostri candidati 2011 alla Commissione nazionale antimafia.
Un cordiale saluto e buon lavoro.
Maurizio Martina
Segretario regionale PD lombardo

FEDERALISMO FISCALE

1. IMMIGRAZIONE. GOVERNO E LEGA FANNO IL GIOCO DELLE PARTI. LA TELEVISIONE DI STATO FA PROPAGANDA. E GLI ITALIANI SUBISCONO LE CONSEGUENZE DEL DISASTRO.

La nota del mattino
29 marzo 2011

Il ministro Frattini propone di pagare i migranti perché tornino a casa. Bossi dice che vanno
respinti. Maroni annuncia da mesi migrazioni bibliche ma non ha organizzato nulla. Tremonti
sostiene che bisogna aiutare le popolazioni nei loro territori e poi ha azzerato tutti i pochi fondi
disponibili per la cooperazione. In poche parole, il governo e la Lega fanno il gioco delle parti:
da un lato lanciano l’allarme, dall’altro non fanno nulla. Agitano il problema, ma non lo
affrontano. La verità è che ci sono le elezioni e la paura immigrazione fa comodo. Ma il gioco è
finito. Perché ora che l’emergenza c’è davvero emerge il fallimento del governo, l’Italia si trova
di fronte alla diffidenza dell’Europa e l’esecutivo deve fare i conti con l’altolà delle regioni e
del Pd. Ieri Pier Luigi Bersani è stato chiaro: «Sull`immigrazione c`è stato un
completo fallimento del governo. Non gli consentiremo di tenere il piede in due staffe, non
possiamo avere ministri che vogliono dare soldi e altri che vogliono dare sberle. O si
chiariscono le idee, ci mettono la faccia e agiscono con umanità, razionalità e organizzazione, o
non chiedano la nostra collaborazione».
La situazione a Lampedusa, proprio per l’incapacità e la volontà del governo, è giunta al limite.
Livia Turco, ieri a Lampedusa, ha denunciato le condizioni disastrose delle strutture preposte ad
affrontare l’emergenza: due medici, due infermieri, tre bagni, razioni alimentari poverissime.
Questa l’organizzazione dello Stato dopo che Maroni aveva previsto 300 mila arrivi. “Senza
l’abnegazione dei cittadini di Lampedusa e della Chiesa sarebbe stato un disastro” ha detto
Livia Turco. Si sapeva che sarebbero arrivati immigrati e profughi. Non si è predisposto nulla.
“In altre occasioni l’Italia ha saputo affrontare emergenze anche più drammatiche” ha ricordato
Bersani, introducendo la riunione della direzione nazionale del Pd. Questa volta non è stato
fatto nulla. Solo ieri, di fronte alle proteste dei cittadini di Lampedusa, il governo ha promesso
l’arrivo di sei navi per prelevare e smistare gli immigrati. Ma intanto l’incapacità e la
disorganizzazione stanno determinando problemi e tensioni. Che però possono far comodo alla
propaganda. Come dimostra anche la spregiudicata operazione fatta ieri sera in Tv da Giuliano
Ferrara, che ha scientemente distorto la citazione di alcune statistiche europee da parte di
Massimo D’Alema (secondo le previsioni dell’Unione europea, nei prossimi decenni per
reggere lo scompenso nel rapporto tra lavoratori attivi e pensionati in Europa ci sarà bisogno di
mettere al lavoro diversi milioni di immigrati) per dire che D’Alema (e con lui il Pd) vorrebbe
far entrare subito in Italia milioni di immigrati. Un’operazione di scandalosa disinformazione.

2. LIBIA. BERLUSCONI E FRATTINI LANCIANO PROCLAMI IN TV. GLI ALTRI SI RIUNISCONO PER DECIDERE E LASCIANO L’ITALIA FUORI DALLA PORTA.

La nota del mattino
29 marzo 2011
Dove è finito il famoso piano italo-tedesco propagandato da Frattini per la Libia? Era buono per
le dichiarazioni al tg1. Ma la realtà è un’altra cosa. In vista della riunione internazionale di oggi,
ieri in videoconferenza si sono parlati Obama, Sarkozy, Cameron e Merkel. L’Italia è stata
lasciata fuori dalla porta. L’ennesima umiliazione dovuta alla scarsa credibilità del governo
italiano, come hanno ricordato ieri sera Anna Finocchiaro, David Sassoli, Lapo Pistelli. “Si
profila uno straordinario disastro diplomatico” ha detto Bersani: “Non so quanti anni ci
vorranno per recuperare la credibilità internazionale perduta dall’Italia”.

3. GIUSTIZIA, LO SHOW DI FRONTE ALLE TELECAMERE. IL LAVORIO SOTTOBANCO PER IL SALVA-BERLUSCONI ALLA CAMERA.

La nota del mattino
29 marzo 2011

Ieri mattina il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è recato al tribunale di Milano per
il processo Mediatrade (meno pericoloso per lui del processo Mills). Era un’udienza in cui non
doveva parlare o intervenire. L’occasione è stata ampiamente usata (e preparata) per fare uno
show. E per dire che il 4 aprile, alla prossima udienza, Berlusconi ci sarà. Peccato che al riparo
dai riflettori e nelle realtà vera, quella che sta fuori dai telegiornali della Mediaset e della Rai
berlusconizzata, gli avvocati del presidente (tutti parlamentari) stanno invece continuando a
lavorare per far approvare la prescrizione breve (nell’ambito del processo breve) e il conflitto di
attribuzione per evitare che Berlusconi debba presentarsi di fronte ai giudici il 6 aprile per
rispondere di concussione e prostituzione minorile (ma è già chiaro che se Berlusconi sarà a
Milano il 4 non potrà esserci il 6).
Oggi il Csm esaminerà la proposta sulla responsabilità civile dei magistrati introdotta dalla
Lega nella legge che recepisce diverse indicazioni comunitarie. Si prevedono dure critiche.

4. REDDITI. LA REALTA’ DEGLI ITALIANI: REDDITI E RISPARMIO IN CALO. LA REALTA’ DI BERLUSCONI: RADDOPPIA GLI INCASSI.

La nota del mattino
29 marzo 2011

Ieri sono stati resi noti i redditi denunciati dai parlamentari. Silvio Berlusconi è risultato come
sempre il più ricco di tutti, con oltre 40 milioni di euro, quasi il doppio rispetto all’anno
precedente.
La fotografia dei redditi degli italiani fornita sempre ieri dall’ufficio studi della Confcommercio
è completamente diversa. Venti anni fa per ogni 100 euro di reddito se ne risparmiavano 23,
oggi le famiglie riescono a metterne da parte meno di dieci con una
consistente riduzione della propensione al risparmio, praticamente più che dimezzata
nell’arco di un ventennio. Tutta colpa del reddito, rimasto nell`arco di questo periodo
«stagnante e sostanzialmente invariato», secondo gli esperti di Confcommercio, con una
conseguente perdita di potere di acquisto.

5. RAI. PER NASCONDERE LA REALTA’ NON BASTA PIU’ LA PRESA SUI TG. ORA VOGLIONO METTERE LA MORDACCHIA AI TALK SHOW.

La nota del mattino
29 marzo 2011

L’ultima trovata, dopo l’occupazione dei telegiornali della tv pubblica è di bloccare i talk show
della Rai in vista delle elezioni amministrative. La realtà deve essere proprio esclusa dallo
schermo. E così Santoro, Floris, Fazio e Vespa dovrebbero fermarsi. L’opposizione è insorta.
“Noi proponiamo da tempo la riforma della Rai, che deve funzionare come un’azienda, con i
giornalisti e gli amministratori che fanno il proprio mestiere” ha detto Bersani, annunciando di
aver scritto agli altri segretari dei partiti di opposizione per concordare un monitoraggio comune
e un’azione comune sul comportamento dell’informazione televisiva durante la campagna
elettorale. Tra l’altro bloccare i talk show significa bloccare anche la pubblicità, gli incassi (su
base annua un punto di share vale 27.5 milioni di euro per Rail, 23.7 milioni per Rai2,16
milioni di euro per Rai3. E i programmi dei conduttori politici sono spesso e volentieri leader di
ascolto).
“Questa azienda la si sta mettendo in grave difficoltà per mero interesse di una parte politica”
ha detto il segretario del Pd, confermando l’esigenza della riforma per la quale il Pd ha già
presentato da tempo una proposta di legge.

6. IL NUCLEARE A TOKIO FA PAURA. MA REFERENDUM E AFFARI IMPONGONO DI TENERE BASSO L’ALLARME.

La nota del mattino
29 marzo 2011


In Giappone si aggravano i problemi alla centrale di Fukushima, ma l’ordine di scuderia è di
tenere l’informazione su questi fatti in secondo piano, perché c’è il referendum e perché il
governo, nonostante la moratoria, intende confermare il piano per la costruzione delle centrali
nucleari, che ha promesso come fonte di business nei prossimi anni.
Lo stesso governo giapponese ha ammesso ieri «una possibile parziale fusione delle barre
di combustibile nucleare» dopo che l’acqua fortemente radioattiva è tracimata nell’ambiente
circostante e dopo che intorno agli impianti sono state riscontrate tracce di plutonio, elemento
che si dimezza (emivita) in 24.200 anni ed è estremamente tossico.
Ieri intanto secondo l`Ispra, l`istituto per il controllo del nucleare, anche in Italia si sarebbero
riscontrate tracce di iodio 131, la sostanza tossica che costituisce il primo
segnale di radioattività dopo un incidente atomico. Le masse d`aria provenienti
dalle aree contaminate di Fukushima sono arrivate fino noi, ma con valori «infinitesimali,
non significativi come rischio per la salute e non rilevanti dal punto di vista radiologico».

7. PD. LA DIREZIONE FISSA LA ROTTA PER LE AMMINISTRATIVE, I REFERENDUM E PER SUPERARE IL BERLUSCONISMO. AMPIO CONSENSO SULLA RELAZIONE DI BERSANI.

La nota del mattino
29 marzo 2011


Il segretario del Pd ha preso le mosse dal fallimento del governo Berlusconi e dalle false
promesse e iniziative annunciate: “La scossa all’economia si è dissolta in poche ore in un
comunicato stampa; la riforma epocale della giustizia è ripiegata in pochi giorni sui processi
brevi, sulle prescrizioni ad personam, sulle aggressioni ai giudici. La politica energetica è
completamente franata alla cartina di tornasole del dramma giapponese e nel blocco
sconsiderato delle politiche per le rinnovabili. L’industria nazionale sta cambiando rapidamente
bandiera, dalla moda all’agroalimentare, all’energia e si mettono adesso degli improbabili
steccati che non sono in grado di nascondere un’inerzia colpevole che abbiamo vissuto in
questi due anni. Le acquisizioni parlamentari di cui Berlusconi si è vantato mostrano il volto
indecoroso di rimpasti sconcertanti. Le celebrazioni del 150° hanno mostrato un governo e una
maggioranza spiazzati da un senso comune nazionale e, infine, la rivoluzione nel Mediterraneo
e la crisi libica hanno fatto improvvisamente registrare la drammatica caduta di ruolo dell’Italia
nel Mediterraneo, in Europa, nel mondo e hanno mostrato la totale impreparazione
organizzativa ad affrontare l’emergenza immigrazione”.
“Sono dati inequivocabili” ha detto Bersani, “credo ben percepiti dall’opinione pubblica sui
quali dobbiamo incalzare. A fronte di tutto questo, Berlusconi cosa può far valere? Può far
valere la caparbia determinazione di chi è pronto a difendere se stesso incrinando i muri portanti
della casa comune; può far valere un potere, una forza capace di condizionare e aggiustare i
numeri parlamentari, manipolare l’informazione, sviluppare una vasta propaganda. Può far
valere una base elettorale direi ideologica ancora ampia, anche se visibilmente incrinata; può far
valere un rapporto ancora presente, anche se sempre più tacito con dei pezzi importanti
dell’establishment; può far valere uno stato dell’opposizione sociale, civile e politica che
mostra segni di ripresa, di vitalità, ma deve lavorare ancora per trasmettere il profilo e la
coesione di una visibile alternativa. Questi, a mio avviso, sono gli elementi fondamentali. E
l’insieme di questi elementi ci fa dire che la situazione si muove, che presenta delle novità
significative, restando tuttavia nel solco del giudizio dell’analisi che noi avanziamo da più di un
anno. Siamo cioè nel corso di un tramonto pericoloso, segnato da un potere che non offre
prospettive, disposto ad acuire tensioni istituzionali, politiche, sociali pur di governare uno
stallo di cui non si vede uno sbocco. La sostanza è che Berlusconi non sa che cosa fare, vuole
solo restare”.
In particolare sull’immigrazione Bersani ha lanciato un affondo. “Anche qui facciamo subito
una domanda: nel caso dei cinquemila tunisini che arrivarono improvvisamente nel 1997 o nel
caso delle decine di migliaia che arrivarono dal Kosovo, si sono mai viste scene come quelle
umilianti e vergognose, per chi ci guarda dal mondo, che abbiamo visto a Lampedusa? Non
siamo forse riusciti in altri anni, facendo in modo ordinato ed umano la nostra parte, ad
attrezzare e ad ottenere la solidarietà europea e internazionale? A che sono serviti i precoci
allarmi di Maroni un mese fa, se poi il risultato è questo. Ora, sia chiaro: noi non facciamo
alcuna minimizzazione di questo problema. Abbiamo problemi immediati di emergenza e
possibili ulteriori problemi possono venire da movimenti di popolazione e di rifugiati nel
Mediterraneo. Noi non sottovalutiamo il problema che c’è e che può acuirsi. Noi diciamo
un’altra cosa: non possiamo avere un governo che oscilla tra chi vuole dare soldi e chi vuole
dare sberle. Non possiamo avere un governo in cui Maroni chiede alle regioni di accogliere ed il
suo collega Bossi chiede di respingere. Facevo un riferimento su questo al presidente della
Toscana Rossi: o si chiariscono le idee o si prendono le responsabilità, o ci mettono la faccia, o
lanciano messaggi più giusti agli italiani della Sicilia e della Padania, o non chiedano
collaborazione. Noi non consentiremo al Governo, su questo punto, di tenere il piede in due
scarpe, perché il tema è troppo delicato. Noi accusiamo il Governo di usare i problemi e non di
governarli e risolverli: messaggi scomposti, speculazioni ad uso interno, approssimazione,
confusione. Basta! Qui bisogna predisporre un piano nazionale ed europeo, un osservatorio, una
cabina di regia nazionale ed europea in rapporti coi governi del Mediterraneo per prevenire e
governare possibili movimenti di popolazione e di rifugiati e nelle emergenze non presentare
mai più al mondo il volto che abbiamo mostrato e stiamo mostrando a Lampedusa. Hanno
governato, Berlusconi e la Lega, otto anni degli ultimi dieci e sui temi dell’immigrazione hanno
completamente fallito. E su questo tema noi non ci mettiamo sulla difensiva, noi non siamo
buonisti, non siamo lassisti, noi diciamo: se c’è umanità, se c’è razionalità c’è anche
governabilità; se c’è propaganda, se c’è strumentalizzazione, c’è il caos. Quindi, tema
internazionale, tema dell’immigrazione”.
Nel suo intervento Bersani ha toccato molti altri temi. Eccone una sintesi.
Situazione economica e sociale. Il Paese è sotto l'effetto del bromuro e il silenziatore che
Berlusconi ha messo alle grandi questioni va assolutamente rifiutato. “La crisi non è una
parentesi. Urgono decisioni di cambiamento che portino a nuove strade di politica economica e
sociale che si oppongano al senso di rassegnazione e di impotenza”.
La ripresa economica ci vede sotto a tutti i Paese europei. Il reddito delle famiglie è calato del 4
per cento rispetto al 2007. L'occupazione è ai minimi storici, ben al di sotto della soglia precrisi.
Un giovane su tre non ha lavoro e per quanto riguarda l'occupazione femminile in Europa
siamo sopra alla sola Malta. Al Sud questi dati vanno drammaticamente moltiplicati. A questo
si aggiunga la riduzione dei servizi (una realtà sofferta in modo particolare soprattutto in quelle
regioni che erano all'avanguardia nella fornitura di servizi ai cittadini), l'aumento delle tasse e
dell'inflazione.
“E tutto questo viene cloroformizzato senza alcuna discussione o iniziativa. Da qui la nostra
denuncia forte: c'è bisogno di riforme urgenti e una piattaforma su scala europea per muovere
l'economia e metterci un po' di crescita e dar fiducia ai mercati”.
A breve l'Italia dovrà presentare alla Commissione europea il Piano nazionale di Riforme. Il
governo è ancora indietro mentre il PD ha già presentato le proprie proposte: “Politiche
economiche europee, pacchetto di riforme su fisco, lavoro, liberalizzazioni, pubblica
amministrazione, servizi per muovere l’economia, metterci un po’ di crescita. Qui urge
un’assunzione di responsabilità anche perché consideriamo un piccolo particolare: l’Europa sta
decidendo a proposito del tema del debito. E’ vero che sono decisioni che si proiettano nei
prossimi anni, ma i mercati agiscono subito e non si può immaginare che i mercati non vedano
che siamo il paese più indebitato e a più bassa crescita”.
La crisi economica si lega al tema della democrazia e della legalità: c'è indignazione nel
Paese. Berlusconi ha ormai un legittimo impedimento anche per andare in Parlamento.
Tremonti continua a filosofeggiare e si permette di dire quello che vuole senza che nessuno
abbia la forza di correggerlo. Il Parlamento è diventato un mercato per la compravendita di voti.
Si nominano ministri con ombre sul proprio passato. I Tg sono di una faziosità tale che quelli in
Bielorussia si inchinerebbero al confronto. E invece di affrontare i grandi temi per il Paese,
Berlusconi pensa ai processi brevi. “C'è una grande indignazione nel Paese. Il PD dovrà saperla
interpretare nella sua battaglia parlamentare e con la mobilitazione delle persone” ha dichiarato
Bersani.
In Europa le destre stanno perdendo consenso e si incomincia a vedere da un lato una
disaffezione verso le politiche di chiusura e di paura proposte dalle forze conservatrici e
dall'altro una ripresa delle forze progressiste (soprattutto in Francia e Germania). Il Pd si colloca
in questo contesto europeo. “La nostra battaglia di opposizione non si affida alle spallate, si
affida alla maturazione di una volontà di cambiamento nell’opinione pubblica che ancora –
ripeto – è segnata da elementi di sfiducia molto forti. La nostra battagli di opposizione cerca un
rapporto autonomo e amichevole verso movimenti sociali e civili che su molti terreni
contrastano le scelte e le derive della destra. La nostra battaglia di opposizione – lo ripeto
ancora una volta – salda indissolubilmente questione democratica e questione sociale. La nostra
battaglia di opposizione, infine, vuole interpretare il contrasto a fenomeni di regressione
culturale e vuole promuovere una evoluzione positiva delle culture collettive, in senso civico,
nazionale e solidale. Credo che ognuno abbia potuto misurare la straordinaria novità che è
emersa nelle celebrazioni del 150°. Quando noi dicevamo siamo partito della Costituzione e
dell’unità della nazione abbiamo interpretato una esigenza reale. Certo quel movimento di
opinione che si è creato è anche l’altra faccia dell’incertezza del Paese, quindi del bisogno di
attaccarsi comunque a qualcosa, a qualche riferimento. Ma certamente si va saldando nel senso
comune, e stavolta a partire dal campo del Centrosinistra, il nesso tra sentimento patriottico e
sentimento costituzionale. Essere patrioti ed essere democratici non è nuovo nella lunga storia
del nostro paese. Credo che abbiamo la possibilità di riprendere e riaffermare questo tratto
come un tratto di nostra identità e di farne la generale ispirazione del nostro progetto.
Dobbiamo quindi coltivare questo nostro tratto”.
Il progetto. “Non c’è opposizione credibile senza progetto. Il nostro progetto per l’Italia viene
prima dei rapporti politici, è la cosa che tocca a noi, che possiamo mettere a frutto: la
straordinaria ricchezza delle nostre culture politiche e il nostro articolato vasto riferimento
nazionale e sociale. Sottolineo ancora. La nostra sintesi è una sintesi per il Paese. Continuo a
sentire anche in questi ultimi due-tre giorni qualche polemica, qualche frecciata sul tema della
convivenza delle nostre culture. Ma non scambiamo la soluzione per il problema. Per quante
difficoltà abbiamo, dobbiamo avere ben chiaro che la ricerca della sintesi delle nostre culture è
il massimo di patrimonio che abbiamo e che possiamo offrire all’Italia. Una volta fatta questa
sintesi, noi abbiamo una prospettiva utile per il Paese. Abbiamo fatto un lavoro importante. Lo
riprendo solo per dire che via via emerge più chiaro da questo lavoro che le cose che vogliamo,
le cose che stiamo proponendo e quindi la riforma repubblicana, le riforme sociali e liberali per
un nuovo patto sociale, presuppongono una fase di vera e propria ricostruzione. Lavorando
riconosciamo sostanzialmente che andare oltre Berlusconi significa non solo andare oltre una
persona e un governo. Significa andare oltre anche ad uno schema di transizione della nostra
democrazia e del nostro patto sociale che ha fallito e che lascia dei segni profondi che dobbiamo
rimuovere: le riforme istituzionali, la riforma elettorale, la riforma fiscale, del mercato, della
politica redistributiva e via discorrendo. E da questa ineludibile motivazione che noi facciamo
derivare la nostra ispirazione politica, la nostra proposta politica, che non cambia per una
maggiore o minore distanza dalle elezioni. Quindi, al primo posto come elemento dirimente il
progetto per il Paese, poi proposta di convergenza fra tutte le forze di opposizione, tra forze
disposte a un patto di governo e di ricostruzione. Una convergenza tra forze progressiste
moderate intenzionate a battere Berlusconi ed aiutare l’Italia a riprendere il cammino con un
patto trasparente ed esigibile. In questo che dico non c’è nessun politicismo e non c’è neanche
l’ingenuità di chi non vede le difficoltà. C’è una posizione politica, che alla lunga è comunque
giudicata dai cittadini e la maggioranza dei cittadini condivide questa esigenza e quindi chiede
che la politica trovi il modo di rispondere a questa esigenza. Chi nega questa esigenza, chi
volesse sottrarsi tra le forze di opposizione deve spiegare perché, prendersi le sue responsabilità
e si tireranno le somme. Il progetto, dunque, in primo luogo come chiave di rapporti, di
costruzione delle convergenze con le forze di opposizione, ma anche come chiave di
un’iniziativa capace di incidere nell’altro campo. Anche qui diamo uno sguardo alla situazione
europea.
Federalismo. Per Bersani due sono i punti principali da chiarire sulla riforma federale. Il primo
è il messaggio che il PD lancia alla Lega: se nelle prossime settimane il Carroccio appoggerà e
voterà leggi ad personam per Berlusconi e si siederà accanto ai vari Romano e Cosentino,
“allora non provi a tirare in ballo il pretesto del federalismo”. Il secondo punto è legato alla
constatazione che questo federalismo così come sta nascendo è “un albero storto. Per quanto
riguarda il federalismo comunale, il sistema della fiscalità – ha ribadito Bersani – non sta in
piedi. Ci si fermi e si metta a punto un nuovo filo logico”.
Prossime iniziative. Bersani ha ricordato alla Direzione come le recenti iniziative del PD hanno
avuto raccolto un notevole successo. La raccolta delle firme è stata molto apprezzata soprattutto
dal nostro Territorio. A questo si aggiungano l'Assemblea di Roma, la Conferenza Nazionale
sull'Immigrazione, il programma nazionale di riforme. Da qui alle prossime elezioni
amministrative il PD sarà impegnato con iniziative sulle politiche per il Mediterraneo, sui 150
anni d'Unità d'Italia, con giornate di battaglia politica in Lombardia e in Veneto. Da Napoli
partiranno un serie di incontri pubblici per parlare della questione del Sud.
Le elezioni amministrative vedranno al voto 11 province e 30 comuni capoluogo. “Cinque
anni fa il centrosinistra registrò una delle sue più importanti vittorie, quest'anno il voto dovrà
rendere visibile che una nuova fase è cominciata anche perché è ineludibile che il voto
amministrativo avrà un valore nazionale molto forte. Dobbiamo giocare bene questa sfida,
senza timidezza, con grande impegno: come una squadra che lavora compatta” ha chiarito
Bersani.
Referendum. Sebbene il PD creda che il sistema referendario vada riformato quanto prima per
darne il giusto valore, Bersani ha ribadito come la posizione e l'impegno del partito per i
referendum di giugno saranno forti. Il Pd dice tre sì ai quesiti referendari sul legittimo
impedimento, sul nucleare, sulla legge Rochi di privatizzazione forzata dell'acqua pubblica e
vuole accelerare il dibattito parlamentare sulla proposta di legge, presentata dal Pd, sulla
gestione del ciclo dell'acqua e su un piano industriale per evitare ogni spreco. “Proveremo ad
ottenere una discussione accelerata in Parlamento prima del referendum perché l'acqua va
restituita alla natura così come ce l'ha consegnata”.